Lele Mora: "Simona Ventura? Con lei ho sbagliato"

Gli errori del passato di Lele Mora tra Simona Ventura e Fabrizio Corona

A Novella 2000, Lele Mora ha affidato le novità che riguardano la ritrovata amicizia con Simona Ventura, assistita da suo figlio che, negli ultimi mesi, ha eredità l'attività di agente di star di un certo calibro. Mora ha ammesso candidamente di aver sbagliato con la conduttrice e, solo, con tanta umiltà, è riuscito a recuperare il rapporto umano di un tempo:

Simona sta già lavorando con mio figlio. Lei è la mia creatura, la conosco molto bene. Con lei ho sbagliato: nel 2007, mi chiese qualcosa e io, preso dal successo lavorativo e dall'ego, ho fatto una scelta sbagliata. Ho preferito interrompere il rapporto con lei per mantenere un rapporto personale.

Nel periodo in cui Fabrizio Corona aveva preso di mira la Ventura, Lele si è pentito amaramente di non essere intervenuto per placare l'ira dell'ex re delle paparazzate:

Ho sbagliato. Avrei dovuto ascoltare Simona. Con lei ci siamo incontrati pochi giorni fa e glielo ho detto. Se non avessi fatto quella scelta forse tante cose non sarebbero successe, ma con i se e con i ma, non si fa la storia. Quando si compiono degli errori bisgona rendersene conto ed io l'ho fatto. Simona è una donna intelligente e ha capito. Anche lei ha avuto dei momenti difficili, sul fronte professionale. Forse non aveva accanto chi poteva consigliarla. Io, al posto suo, non avrei partecipato all'Isola dei Famosi, come concorrente. Lei è la regina di quel tipo di televisione.

Mora è convinto, infine, che il futuro televisivio della Mona Nazionale, non passi più per l'Isola dei Famosi:

Premesso che non solo il suo agente e che non faccio l'agente, ma lo stagista, dico assolutamente no. In treno da Roma a Milano ho incontrato Alessia Marcuzzi che è un'eccellente padrona di casa del reality e le ho chiesto quando sarebbe tornato in onda. Mi ha risposto che ci stanno lavorando. Io non frequento più i piani alti delle televisioni, so quello che sanno tutti. So anche di non essere l'ultimo arrivato, ma sono bene felice che sia mio figlio ad aver raccolto la mia eredità professionale.
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