Grey's anatomy, Kate Walsh: "Nel 2015 mi hanno rimosso un tumore benigno al cervello"

Kate Walsh ha dichiarato a Cosmopolitan che nel 2015 le è stato rimosso un tumore benigno al cervello, esperienza che le ha fatto decidere di cambiare stile di vita e di dedicarsi più a se stessa

Abituata ad indossare il camice in televisione, prima in Grey's anatomy e poi in Private Practice, Kate Walsh si è improvvisamente ritrovata dall'altra parte, quella del paziente, due anni fa. L'interprete della Dr.sa Addison Montgomery, infatti, ha rivelato a Cosmopolitan che nel 2015 le fu diagnosticato un tumore benigno al cervello, che le è stato prontamente rimosso.

L'attrice racconta che, ai tempi, stava lavorando a Bad Judge, comedy della Nbc di cui era anche produttrice esecutiva e che è stata cancellata dopo una stagione. Quasi 80 ore di lavoro a settimana, un buon motivo per sentirsi affaticata. Ma i sintomi che qualcosa non andava c'erano tutti:

"Il mio istruttore di pilates mi ha fatto notare che il mio corpo pendeva a destra, e mentre guidavo a volte deviavo bruscamente sull'altra carreggiata. Ero talmente esausta che non riuscivo a svegliarmi neanche con cinque tazze di caffè. Intorno ad aprile ho iniziato ad avere problemi cognitivi. Sembrava afasia, ma non era solo questione di non trovare le parole: perdevo il filo del discorso, non riuscivo a completare le frasi, ed a quel punto mi sono preoccupata".

Kate Walsh

L'attrice ha deciso così di andare a fare una risonanza magnetica, che le ha rivelato ciò che temeva: un tumore benigno, dalle dimensioni di un piccolo limone, nel cervello. "Era una situazione così travolgente, ma mi sentivo sollevata dal fatto di sapere che c'era qualcosa che non andava, che non era solo la mia immaginazione e che il mio istinto non si sbagliava".

Qualche giorno dopo, la Walsh si è sottoposta ad un'operazione: il tumore è stato rimosso e lei ha preso nove mesi di pausa. Dopo, però, non è riuscita a stare tanto lontano dal lavoro, rimettendosi subito davanti alla macchina da presa, lavorando al film "Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House", alla comedy "Girls Trip" ed alla serie Tredici. "Quei clichè esistenziali, tipo 'Come voglio spendere davvero la mia vita? Voglio stare con i miei amici, la mia famiglia, lavorare a progetti che siano davvero importanti per me, divertenti, che contribuiscano al livello culturale', avvengono davvero", ha aggiunto. "Ma la mia salute viene prima di tutto, e dovevo cambiare il mio stile di vita. Nel mondo dello spettacolo, non è inusuale lavorare 17 ore al giorno, può essere davvero faticoso, ma ora so che devo dormire per almeno sette-otto ore. Per quanto possa sembrare ovvio, fa parte del mio processo di guarigione".

Un'esperienza che l'ha profondamente segnata, ed a cui, a contrario di quanto si possa pensare per un'attrice che ha interpretato una dottoressa, non era per niente pronta:

"E' stato totalmente l'opposto [rispetto a quello che si vede in tv]! Si potrebbe pensare che, dopo aver interpretato la Dr.sa Addison per quasi dieci anni, durante i quali ho passato più tempo sui set di un ospedale che a casa mia, che mi sarei trovata a mio agio, ma ero molto spaventata. Mi sentivo come una bambina di sei anni. Mia madre mi diede un rosario, un mio amico un animale di peluche da portare in sala operatoria... Ho interpretato un personaggio davvero tosto in tv, ma quando si diventa pazienti è un'esperienza vulnerabile".

Anche per questo, la Walsh invita tutti a non sottovalutare quando ci si sente poco bene:

"Andate dal dottore! Faccio molte cose ed in passato, anche se ho interpretato una dottoressa in tv, non ci andavo spesso, se non una volta l'anno. Quindi, per me, è stata una motivazione per andare più spesso a fare controlli".

Anche per questo l'attrice, quest'anno, ha aderito alla campagna della Cigna per le assicurazioni sanitarie che, come l'anno scorso, ha reclutato alcuni attori di famosi medical drama del passato (come Neil Patrick Harris, Patrick Dempsey- con cui c'è stata un'insolita reunion- e Donald Faison- per sensibilizzare la gente ad andare ad effettuare controlli medici di frequente (video in alto). "Non volevo parlare di quest'esperienza", ha ammesso l'attrice, "ma sapevo che un giorno l'avrei condivisa. Quando mi hanno chiesto di partecipare alla campagna di Cigna, è stata l'unione perfetta. Ho adorato l'ironia del racconto e prendere in giro i medici della tv, per me è stato un modo per parlare della mia esperienza ed offrire un servizio".

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