Tiziano Ferro, protagonista della cover di questa settimana di Grazia, ha raccontato che “c’è stato un momento in cui ho pensato di mollare tutto perché provavo disagio“:

Avevo 25 anni. Ero già conosciuto, facevo il mestiere che amavo, ma non riuscivo ad avere le stesse esperienze dei miei coetanei. E mi pesava.

Il cantautore di Latina, il cui tour estivo avrà inizio l’11 giugno a Lignano Sabbiadoro, ha rievocato il periodo nel quale “frequentavo i locali di Roma e di Milano, tentavo di fare amicizia, provavo a essere “figo” e volevo aderire a un modello di vita che non mi apparteneva. E non ero felice“. Anche per questo motivo ad un certo punto si è trasferito in Messico

C’ho vissuto per tre anni, ho persino avuto un paio di frequentazioni con delle donne (…) Ma quale sesso fluido, ho le idee chiarissime, sono gay! La verità è che credevo fosse la strada giusta, sono arrivato tardi a capire di essere gay proprio perché amo profondamente le donne.

Oggi Ferro si dichiara single e in cerca di un amore:

Ma se non arriva non mi accanisco. Non sono un seriale nei rapporti, non colleziono storielle. Ogni tanto i miei amici mi presentano qualcuno, mi dicono: “Questo è perfetto per te”. Non funziona mai. (…) Fino a poco tempo fa in coppia ero sempre accondiscendente, non riuscivo a dire tutto quello che pensavo. Così un difetto si ingigantiva. Adesso preferisco non piacere, ma essere onesto.

La storia più importante risale a qualche anno fa. Era il 2011 e cantava La differenza tra me e te:

Ero fidanzato, la storia è durata quattro anni. È stata la mia prima relazione, più o meno l’unica. Ci credevo e ho fatto bene. Il trasporto era psicologico, fisico, spirituale. Non si può descrivere, né controllare, era al limite dell’ossessione. Ricordo che siamo andati subito a convivere. Forse oggi non lo rifarei.

Dopo aver confessato che “non riuscirei ad avere una relazione con chi non è risolto e non è dichiarato sessualmente in famiglia o pubblicamente“, Ferro ha argomentato così:

Non punto il dito, so che non è facile, soprattutto in alcuni contesti sociali. Ma come individuo esiste una versione sola di me. (…) A 28 anni sono andato in analisi perché non riuscivo più a vivere. In un paio d’anni ho capito di essere omosessuale e poi, all’apice della carriera, ho deciso di raccontarlo a tutti. Che cosa posso pensare di chi fa esattamente il contrario? Non ne condivido i valori, né la posizione. Non provo stima, mi dispiace.

Infine, sulla possibilità che un giorno si sposi:

Ho vissuto la maggior parte della mia vita credendo che non fosse una possibilità per me. Ma ora, certo che ci penso.

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