Paolo Brosio: "Non sono un santo, faccio sess0 e poi affronto la questione con il mio confessore"

"Posso risposarmi, sono libero. Se la Madonna vorrà, mi farà trovare la persona giusta".

paolo brosio 2015

La conversione di Paolo Brosio è nota a tutti. Dalle serate in discoteca, attorniato di donne, alle processioni a Medjugorje. Com'è avvenuto il passaggio? Era una notte prima di Natale del 2008, forse durante un'orgia. "Arrivavo da grandi sofferenze, la perdita di mio padre, l' incendio del Twiga, la separazione dalla mia seconda moglie [...] La conversione? Una nottata matta. Ero a Torino dove facevo le dirette della Juve, lavoravo a Mattino5 e Pomeriggio5. Siamo tutti a casa mia. Sento una voce. "Paolo, devi smettere". Erano le tre e mi sono messo a recitare l' Ave Maria. Ho cacciato tutti di casa", ha raccontato il giornalista alla collega Alessandra Menzani sul quotidiano Libero.

Nonostante la nuova vita, Brosio non conduce un'esistenza casta. "Non sono un robot. Ma non è che non pratico dal 2008, sono un peccatore e ogni volta affronto la questione con il mio confessore; se dovessi andare in Cielo vorrei presentarmi pentito. Non sono un santo. Ci si può anche amare solo spiritualmente, perché strapazzare sempre il povero corpo".

E la vita sentimentale? "Mi sono sposato una volta in chiesa e la seconda in comune. Non ho figli. Ho chiesto la grazia al Signore e alla Sacra Rota per l' annullamento. Ho vinto in appello, dunque posso risposarmi: sono libero. Se la Madonna vorrà, mi farà trovare la persona giusta. Certo che avere una famiglia sarebbe un impegno che magari frenerebbe il mio lavoro".

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