Stefania Nobile: "Io e mia mamma Wanna Marchi discriminate da tanti anni"

L'Isola? "Ringrazio Vladimir Luxuria per aver difeso me e mia madre".

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L'esclusione di Wanna Marchi e Stefania Nobile dall'Isola dei famosi ha creato un acceso dibattito. Le opinioni si sono spaccate tra chi era favorevole alla "riabilitazione" televisiva di madre e figlia e chi era assolutamente contrario. Punti di vista. Tant'è, tutti avevano detto la loro, tranne le dirette interessate. Fino ad ora. Perché, tramite un lungo video pubblicato su Facebook, la Nobile ha finalmente parlato (senza entrare troppo nei dettagli).

"L'Isola? Io non sono andata a bussare la porta di nessuno. Ci avevano chiamato per fare un provino a Roma, io ho detto di no perché non avrei avuto tempo per andare fino a Roma. Dopo tre ore ci hanno richiamate per fissare un provino a Milano. Non abbiamo chiesto noi di prenderci. Eravamo pure restie perché non sarebbe stata un'avventura semplice. Abbiamo avuto diversi incontri e firmato un regolare contratto. E poi, nonostante siano state dette tante minchiate, ci hanno lasciate a casa. Non sono morta, certo non mi suicido per questo. Anzi, ne sono felice e ringrazio Vladimir perché ci ha difese. E' l'unica persona che ha ragionato non con l'odio e l'astio ma ha ragionato perché la discriminazione l'ha vissuta sulla propria pelle. Sa cosa vuol dire soffrire".

Quindi la figlia di Wanna Marchi ha parlato del servizio montato ad hoc da Antonio Ricci di Striscia la Notizia: "Se facciamo parlare le persone, scegliendo solo i giudizi negativi, non passa nessuno. Vorrei dare un consiglio all'artefice di questo servizio: la prossima volta le faccia recitare meglio quelle persone perché peggio di così non era possibile. Ho detto e ribadisco di non provare rancore verso nessuno. La vita è una e a me hanno rubato una grossa fetta [...] Il fattore Isola è chiuso, auguro a tutti i partecipanti un'Isola straordinaria anche se ancora non ho individuato grandi personaggi".

Ma cosa significa essere famosi? Ha parlato anche di questo, la Nobile:

"Per me non significa stare seduti per quattro ore su un trovo o fare il Grande Fratello. Il mio concetto di persona famosa è un altro. E' quello di mia madre, che ha lavorato 45 anni in televisione. E' conosciuta dai bambini di 3 anni fino ai vecchi di 190. Non per le truffe, ma perché lei è stata - e io la riporterò a quello che è stata - la regina delle televendite. La riporterò alla televisione [...] La difenderò con le unghie e con i denti perché è una donna e mamma straordinaria, è una persona amatissima".

Poi il monologo si è fatto più serio e legato alla vita delle carceri: "La mia vita mi ha cambiata. Voglio parlare della discriminazione che io e mia mamma, Wanna Marchi, stiamo vivendo da tanti anni. Nel 2001 succede quello che succede e veniamo arrestate. Tra l'altro il 24 gennaio era l'anniversario. E' stato un percorso molto lungo e travagliato, non ci siamo mai sotratte alla giustizia anzi, allora, alla giustizia credevo per cui non ho scelto riti alternativi né ho patteggiato. C'hanno arrestate e messe fuori per tre volte [...] Il carcere va discusso da chi ci è stato e da chi lo conosce. Io ci sono stata e non me ne vergogno: si cade e l'importante è rialzarsi. Quando uno entra in carcere viene inserito in un protocollo di riabilitzione che consiste nell'incontrare psicologi ed educatori e sei controllato per 24 ore al giorno. Non augurerei la galera a nessuno, quello è veramente l'antro dell'inferno. Cosa ti viene viva lì? La voglia di riscatto, la forza di dire 'ce la farò, riavrò una vita fuori da qui' [...] Ma quando si esce, ci si ritrova di nuovo nel baratro. Diventa un ergastolo a vita. Se una persona esce dal carcere, un lavoro non lo trova assolutamente".

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