Afef: "Ho lasciato la tv per non essere più sotto i riflettori e sotto attacco"

Il settimanale Grazia ha intervistato Afef, da dieci anni lontana dalla tv e dal mondo dello spettacolo.

VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02:  Afef Jnifen attends the premiere of 'Franca: Chaos And Creation' during the 73rd Venice Film Festival at Sala Giardino on September 2, 2016 in Venice, Italy.  (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Assente per scelta dalla tv da circa 10 anni, Afef Jnifen, 53 anni, modella e conduttrice televisiva, ha rilasciato una lunga intervista a Grazia, questa settimana in edicola. L'occasione è la sua partecipazione, in qualità di giurata, a Project Runway Middle East, il talent show statunitense per stilisti, nella versione prodotta per il mondo arabo.

La sempre bellissima Afef, mamma di un figlio di 26 anni, Sammy (nato dalla sua unione con Marco Squatriti) e moglie dell’imprenditore Marco Tronchetti Provera, 68 anni, amministratore delegato del gruppo Pirelli ed ex presidente di Telecom Italia, racconta così la sua decisione di abbandonare il mondo dello spettacolo:

Ho deciso tantissimi anni fa di smettere di fare televisione, volevo mettermi tranquilla e pensare ad altro... Ero sempre sotto i riflettori e anche mio marito si trovava al centro di ingiusti, violenti attacchi. Essere in due in prima linea era davvero troppo. La gente mi riconosceva e mi fermava per strada chiedendomi anche di lui. Spesso polemizzando. Io sono una donna reattiva, rischiavo di fare a botte di fronte a un’accusa gratuita. Non ne potevo più. Avevo bisogno di stare un passo indietro. Ho detto basta, ho scelto di avere forza e di dare forza.

In primo luogo a suo marito:

Dare forza a Marco che subiva tante ingiustizie. Era il 2006. Da allora, non ho più fatto niente: niente tv, nessuna dichiarazione pubblica, se non qualche rarissima volta per parlare di moda.

E, rivela, non è nemmeno stato così difficile allontanarsi dalla tv:

Non più di tanto. Ho avuto mille richieste d’interviste. Non ho accettato. Perché sapevo che qualunque cosa avessi detto sarebbe stata usata contro di me. Parlavo d’immigrazione e mondo arabo? Erano fuoco e fiamme. Sono cose che conosco molto bene, ma ogni mia dichiarazione scatenava aggressività, polemiche. Così ho deciso di tacere: niente, non ho aperto bocca nemmeno sulla rivoluzione in Tunisia.

Alla giornalista che le chiede se lei si consideri una donna dura, Afef risponde:

Non sono morbida. Ma so essere anche molto dolce, al contrario di come appaio. Sono diretta, ho un carattere forte. Sono affidabile, chi conta su di me può farlo, non lo tradirò mai. Ma posso dire la verità? Adesso ho molta più difficoltà ad avere rapporti con gli altri. Mi sono molto chiusa. Mi sembra diventato tutto troppo aggressivo, duro. Viviamo in un mondo in cui non c’è compassione nei confronti del prossimo. Io non sopporto la violenza, ho bisogno di pace, anche dentro di me, perché intorno non ne vedo.

Infine, un pensiero al tempo che passa, visto che lei ha ormai superato i 50 anni:

Mi piaccio anche più di prima [...] Le persone non si vedono mai come appaiono agli altri. Il tempo passa su tutti. A un certo punto capisci che sei come sei e che la natura deve proseguire. Se ti va bene, invecchi. Io cerco di andare avanti in modo dignitoso, senza stravolgermi i connotati. Non ho voglia di diventare ridicola, non è da me. Ho la fortuna di avere un marito che apprezza le donne che invecchiano serene, con le rughe e tutto il resto.

Afef del resto è talmente bella che fa bene a non preoccuparsi affatto...

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