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In una lunga intervista, rilasciata a Vanity Fair, in cui sono state ricordate le tappe fondamentali della sua sfolgorante carriera, Valeria Marini ha ricordato anche i suoi tormentati trascorsi amorosi come quello con l’imprenditore Vittorio Cecchi Gori:

Ogni tanto ci telefoniamo. Gli voglio bene, mi ha sempre fatto tenerezza e ho sempre sofferto per quell’intelligenza che non riusciva a canalizzare. Lo imbrogliavano sempre. Sono stata l’unica a mettersi le mani in tasca per lui, ho venduto un appartamento e non me ne è fregato niente dei soldi.«La storia finì per tante ragioni. Forse si esaurì la spinta iniziale. Aiutare una persona che altrimenti non sarebbe andata avanti per sei mesi. C’erano molte pressioni, molte bugie. Ma per restare a fianco a qualcuno devi vedere dei risultati.
Io non li vedevo.

L’unico rimpianto della sua vita sentimentale è stato l’infelice e sfortunato sposalizio con Giovanni Cottone, attualmente, detenuto nella stessa cella di Fabrizio Corona:

Il matrimonio nel 2013 (con l’imprenditore Giovanni Cottone, ndr). Sono stata truffata e ho impiegato due anni per ottenere l’annullamento dalla Sacra Rota. Può capitare di sbagliare. Ora sono ottimista. Sento che il prossimo sarà l’amore giusto. Mi deve divertire. Se mi annoio, io mi annoio.

La Marini, inoltre, alla vigilia dei 50 anni, è tornata anche a parlare della sua discussa partecipazione al Grande Fratello Vip:

Il Grande Fratello Vip è stato un’esperienza allucinante. Quando sono uscita da un inferno che sembrava non finnisse mai, però, sono stata abbracciata dall’affetto del pubblico femminile. […] Mi hanno martoriata e la gente se ne è accorta. Mentre ero lì mi chiedevo: “Ma chi me l’ha fatto fare?”. Una volta uscita all’aria aperta, anche se ancora fatico a riprendermi dall’oppressione, sono stata ripagata. Non me l’aspettavo. Avevo paura che lo spettacolo diventasse becero e temevo che passassero messaggi sbagliati. Ho cercato di non farmi mettere i piedi in testa evitando di discutere a ogni costo e lasciando correre, quando era il caso. Di fronte alle manipolazioni, però, zitta non sono stata. Hanno provato a farmi passare pure per razzista: quando è troppo, è troppo.

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