Lele Mora guadagna 1.500 euro al mese e aiuta i poveri: "Faccio fatica a vivere oggi"

Lele Mora si racconta.

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Lele Mora, 61 anni, condannato a 6 anni ed un mese di carcere. C'ha passato 14 mesi, ora sta scontando la pena residua in affidamento: lavora nell'agenzia di pubblicità del figlio, guadagna 1.500 euro al mese e fa fatica a trovarsi da mangiare ("Devi mangiare tutti i giorni e tutti i giorni è fine mese"). Terminerà a fine 2017. E' questo il ritratto del Lele Mora odierno 'dipinto' dal giornalista Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera.

"È molto rigido, è tassativo, è uguale a mio papà", dice del figlio, al quale è affidato. "Prima non avevamo un grande rapporto, era cresciuto con la mamma ed essere il figlio di Lele Mora è una fatica, a volte lo vedevo che soffriva su certe cose, poi il carcere mi ha dato la possibilità di conoscerlo. È un ragazzo d’oro e mi fa ragionare". Nei momenti di pausa dal lavoro, prova pure a fare beneficenza: "Porto da mangiare, vestiti, sigarette, aiuti, quello che posso e che riesco a recuperare da aziende che me lo danno gratis. C’è tanta gente generosa".

Non ha smesso di prendere le pasticchie per combattere la depressione, l'ex agente dei vip: "Le prendo per stare meglio e uscire da quello che è capitato nella mia testa. C'è stata grade umiliazione, più che per me, che sono uno che attutisce, incamera e digerisce, per la mia famiglia. Mia sorella mi disse che avevo rovinato la famiglia, mia figlia si è ammalata".

"Vengo dal niente, papà ci buttava giù dal letto per andare a pulire le stalle, a mungere le mucche. Lavati nella tinozza, latte caldo appena munto, pane biscottato e a scuola. Sono tornato il ragazzo di campagna che ero. La ricchezza non è importante. Faccio fatica a vivere oggi, ma non vado a chiedere e non ho rimpianti", conclude.

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