Francesca Cavallin: "Quando sono nata, per tutti dovevo essere un maschio. E per un po', mi ci sono sentita..."

L'attore veneta è stata intervistata da Vanity Fair.

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Tra i film attualmente in programmazione al cinema, troviamo la commedia I babysitter che vede la partecipazione di attori come Paolo Ruffini, Francesco Mandelli e i PanPers. Nel cast di questo film, troviamo anche l'attrice Francesca Cavallin che, per l'occasione, ha recitato al fianco di Diego Abatantuono.

L'attrice di Bassano del Grappa è stata intervistata da Vanity Fair con il quale ha parlato a fondo degli anni della propria infanzia e della propria adolescenza.

Negli anni, l'attrice ha sviluppato una sorte di adorazione per il corpo femminile, grazie soprattutto all'arte, alle veneri e ai dipinti di Gustav Klimt. Questa passione è nata dal fatto che, appena nata, Francesca Cavallin fu trattata subito come se fosse un bambino anziché una bambina. Le dichiarazioni:

Quando sono nata, per tutti dovevo essere un maschio. Col risultato che per un po’ mi ci sono pure sentita. Allora non esisteva l’ecografia, ma avevano già pronto il nome: Umberto. Quando mio nonno ricevette la telefonata, non venne a trovarmi. Crescevo, lui mi chiamava Chicco, intorno mia mamma e mia sorella avevano forme più mediterranee delle mie, e io invece andavo a scuola vestita da ometto con la cravatta. Fino a un certo punto.

Il rifiuto da parte di un ragazzo, avvenuto durante gli anni dell'adolescenza, alimentò la confusione in Francesca Cavallin che soffrì anche di disturbi alimentari. La soluzione fu quella di risvegliare la sua parte femminile:

A 17 anni, mi misi con un ragazzo. Mi lasciò di lì a poco, rivelandomi che forse era gay. Pensai fosse colpa mia. Dalla sua non definizione arrivarono i miei problemi col cibo, l’insicurezza sul fisico e una confusione tale dentro da volere solo risvegliare la parte più femmina di me. La mia missione era diventata dimostrare sempre di più l’ascendente che potevo avere.

Riguardo la possibilità di essere omosessuale, Francesca Cavallin ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Orientamento sessuale diverso? Mai escluso a priori, né avuto dei limiti mentali, poi ho preso un altro corso.

Parlando del matrimonio con Stefano Remigi, figlio del cantante Memo Remigi, da cui ha avuto due figli, Leonardo e Jacopo, Francesca Cavallin si è definita una madre "moderna". Anche il rapporto con gli altri figli del marito, nati dal suo precedente matrimonio, ha aiutato l'attrice a maturare:

Io e Stefano facciamo i genitori moderni, che sono tipo portieri: pariamo gli stimoli negativi dall’esterno, arginiamo le invadenze digitali. Non è più tempo di essere solo madri calde, morbide. Viviamo a Monza per stare vicino ai figli nati dalla sua precedente unione. Partendo da una situazione che mai mi sarei immaginata, innamorarmi di un uomo già padre, da loro ho imparato gli spazi e le spartizioni. Prima ero sentimentalmente
totalitaria, capricciosa.

Riguardo la propria concezione della donna, infine, Francesca Cavallin ha affermato che è arrivato il tempo che le donne rivendichino i propri meriti:

Spesso fatichiamo nel riconoscere che il favore l’abbiamo fatto noi all’altro e non viceversa. Ci spertichiamo in “grazie”, “scusa”. Siamo state noi donne per millenni a gestire potere e sostentamento della specie. La differenza genetica andrebbe tutelata, gratificata. E invece sento ancora certi discorsi...

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