Mika: "Italia, paese dalla ricchezza culturale enorme. L'incapacità di sognare è una prigione invisibile dalla quale sono sempre scappato"

La popstar libanese è stata intervistata dal settimanale Vanity Fair.

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Dopo la sua esperienza ad X Factor, il talent show in onda su Sky al quale ha preso parte per tre edizioni consecutive, Mika, la popstar di origini libanesi, tornerà sul piccolo schermo con uno show tutto suo, in onda su Rai 2, dal titolo Stasera CasaMika.

Il cantante 33enne, intervistato da Vanity Fair, ha esordito, parlando proprio di questa sua nuova esperienza professionale nel nostro paese:

Qualche anno fa mi ero detto: io la Tv non la farò mai. E invece ho fatto un talent, che era di così alta qualità che mi ha permesso di rimanere me stesso in una situazione pericolosa, molto pericolosa. A quel punto c’è stata un’invasione di richieste, e io ho risposto a questa: Stasera CasaMika. Sto facendo un lungo e bellissimo viaggio nel vostro paese.

Questa, quindi, è l'idea che Mika si è fatto dell'Italia, soprattutto da un punto di vista culturale e artistico:

E' un posto pieno di contrasti e contraddizioni e abitato da persone così diverse tra loro da non sembrare nemmeno connazionali. Ma è proprio questa diversità a dare una ricchezza culturale enorme. L’Italia per me è come una lunga porta, anzi un bellissimo corridoio, verso gli altri Paesi, e rappresenta benissimo la mia vita perché ci trovo qualcosa dei posti dove ho vissuto: Londra, Parigi, ma anche il Libano.

Per quanto riguarda, invece, le proprie origini, la famiglia della popstar proviene da Siria e Libano, due paesi attualmente in guerra:

Mia madre ha parenti in Siria, che ora sono tutti scappati. Sono stati però i 25 anni di guerra del Libano che hanno trasformato la mia idea del paese dove sono nato. La sua mitologia si è frammentata nelle piccole cose: un tappeto su cui mi sdraio, il profumo della casa quando si cucina, la voce di Fairouz. Ma penso che sia così per tutti gli esuli e i migranti: il tuo paese non c’è più, lo trovi in altro e così puoi portartelo dietro ovunque tu vada.

Mika, di conseguenza, si è soffermato a lungo sui ragazzi che, per una ragione o per un'altra, sono costretti ad emigrare, lasciando il loro paese. La popstar libanese ha dichiarato che il rischio di vivere in un mondo che non ti permette di sognare e di perseguire i tuoi obiettivi l'ha sempre portato a scappare, una fuga che persiste tuttora:

Mi sento a casa dove c’è un progetto e della creatività. Questo mi fa pensare anche a tutti quelli che emigrano per cercare una strada che sia loro. In Italia succede tanto, troppo, perché non ci sono opportunità per i giovani, nessuno investe su di loro. La fuga dei cervelli è anche una fuga dello spirito: una generazione di ragazzi che sogna di scappare è una tragedia per il suo paese. La generazione mia e di mio fratello sono le prime a non aver conosciuto un mondo in crescita. E questo cambia le teste: la mancanza di prospettive toglie libertà, l’incapacità di sognare è una prigione invisibile. Dalla quale io sono sempre scappato. Sono scappato dalla scuola, dal collegio, dalla trappola della macchina della musica pop: sono Houdini. Sto sempre scappando, anche adesso.

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