Sarah Felberbaum: "Grazie ai miei figli, Olivia e Noah, sono una donna migliore"

Sarah Felberbaum intervistata da Intimità dopo la nascita del secondogenito Noah.

VENICE, ITALY - AUGUST 31:  Sarah Felberbaum attends the 'Hungry Hearts' premiere during the 71st Venice Film Festival on August 31, 2014 in Venice, Italy.  (Photo by Ian Gavan/Getty Images)

Da meno di due mesi Sarah Felberbaum è di nuovo mamma. Lei e il marito, Daniele De Rossi, hanno dato un fratellino a Oliva Rose, la loro primogenita, e a Gaia, la figlia nata dal matrimonio del calciatore con Tamara Pisnoli. Il settimanale Intimità ha intervistato l'attrice per parlare della sua nuova maternità e di come la sua vita, in pochi anni, sia molto cambiata.

Si inizia con la scelta del nome del piccolo, Noah, scelta che 'tradisce' le origini straniere dell'attrice:

«Noah in realtà l’ho scelto io, Daniele voleva un nome italiano, a me invece piaceva la sua origine ebraica che mi collega a mio padre e a tutta la sua famiglia (Sarah è nata a Londra da madre inglese e padre newyorkese, ndr), adoro anche il suo suono e il suo significato, “quiete, riposo”, lo trovo poetico. Il nome Olivia è invece merito della sorella maggiore, Gaia (nata dal primo matrimonio di De Rossi, ndr). L’ha scelto lei, abbiamo voluto coinvolgerla, farla sentire parte attiva di un evento così speciale. Mi aveva dato tre scelte, Henry, perché era il periodo dei One Direction e lei amava Henry Styles, Matteo e Olivia. Diciamo che è stata una scelta obbligata, visto che è nata una femmina. Per fortuna è un bellissimo nome, al quale io ho aggiunto Rose, mi chiamo infatti Sarah Frances Rose, come la mia nonna paterna. Per cui, sì, dietro ai nomi dei miei figli ci sono delle storie, mi piaceva che fosse così. E Daniele l’ha accettato. Fosse stato per lui Noah si sarebbe però chiamato Agostino (ride, ndr)»

L'istinto materno, che Sarah ha sempre avuto, è cresciuto dopo l'incontro con De Rossi, con il quale ha deciso di formare una famiglia:

«[Ho sempre avuto l'istinto materno?] Forse sì, ma si è amplificato quando ho incontrato Daniele, l’uomo giusto con il quale passare il resto della vita. Olivia l’abbiamo fortemente voluta. Io mi sentivo pronta e soprattutto il nostro rapporto era pronto per accogliere una nuova vita. Noah è stato la conseguenza dell’esigenza di creare una vera famiglia. Vera… in realtà una famiglia ancora più allargata, - si corregge. - Comunque sì, ci piaceva l’idea di dare una compagnia a Olivia, di non farla restare figlia unica. Certo, ha già una sorella, ma non vivendo insieme è diverso».

Con la maternità, di Olivia prima e di Noah ora, la vita della Felberbaum è inevitabilmente cambiata, e in meglio:

«Ora sono decisamente più calma, prima ero più agitata, più che altro internamente internamente. Se non avessi paura di apparire immodesta, direi che sono una donna migliore, ora, e ciò grazie a Olivia e Noah e anche grazie alla raggiunta stabilità affettiva. L’aver costruito la mia vita così come l’ho costruita mi rende orgogliosa e felice. È anche come se ci fosse un prima e un dopo. Prima dei figli ho viaggiato tanto, ho lavorato tanto e sono stata molto, molto istintiva nelle scelte, e forse è anche per questo che poi ho accettato la maternità e i nuovi capitoli della mia nuova vita con estrema serenità. Infatti adesso sono in pace con me stessa e nell’affrontare ciò che il destino mi dà o, al contrario, mi toglie. Perché sono riempita anche da qualcos’altro. Prima era solo il lavoro che mi rendeva orgogliosa, ora è tutto quello che ho creato. Sì, sono due piccoli miracoli, Olivia e Noah. Oltre che lo specchio di quello che siamo Daniele e io. Perché se i figli crescono in un certo modo è grazie a ciò che sono e a ciò che fanno genitori».

Se ora è presto per tornare sul set, Sarah non intende rinunciare al lavoro che ama, anche grazie a qualche aiuto in famiglia:

«Ancora non lo so, ho però la fortuna di avere degli aiuti, il che è fondamentale. Amo il mio mestiere e non vorrei mai abbandonarlo, però non è facilissimo continuare a recitare ora che ho due figli, uno dei quali ancora in fasce. Sinceramente l’idea di tornare sul set un po’ mi spaventa. A Olivia sono riuscita a dedicare quasi sei mesi, poi ho ricominciato a lavorare ed è stato un bellissimo periodo perché mi ha fatto uscire dalla bolla che si crea quando fai un figlio. Con Noah non credo che andrà così, perché grazie al Cielo sono già arrivate delle belle proposte. Comunque devi davvero amare quello che fai, altrimenti non vale proprio la pena allontanarsi dai figli. Se però dovessi tornare al lavoro subito, ovviamente dovrei portare Noah sul set e trovare una persona che venga con me».

L'importante, del resto, è sempre poter ricominciare.

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