Ambra Angiolini: "La separazione? Io e Renga abbiamo trasformato al meglio una strada dove è esplosa una mina"

Ambra Angiolini, in una lunga intervista al settimanale Gioia!, parla della sua nuova vita dopo la separazione.

Tutte le volte che qualcuno ha cercato di chiudermi in un posto, ricacciarmi indietro, e io ho fatto tutto quello che potevo perché non avvenisse, certe volte perdendomi per strada pezzi importanti: agenti che credevano in me, anche amici. Ma voglio sentirmi libera di pensare che nessuno può dirmi “ormai”. È una parola che mi fa ridere. Come “ancora”. Ci sono termini che mi piacciono di più.

Così dice Ambra Angiolini, intervistata da Gioia! in edicola questa settimana, raccontando un po' di sè e della sua nuova vita senza Francesco Renga. E' passato ormai tanto tempo dalla loro separazione, lei ha un nuovo amore, è molto serena. E si capisce subito dalle sue parole, da quei "termini che le piacciono di più":

Tutti quelli che hanno a che fare con il ricominciare, insistere, o cambiare strada, se quella che percorri in quel momento non porta da nessuna parte. Non c’è bisogno di disperarsi, è uno spreco di energie; magari è più utile cambiare rotta e tornare più tardi a rivedere come stavi e che cosa ti ha portato fin lì.

Ed è importante non solo per guardarsi un po’ da lontano, da una nuova prospettiva:

Anche, ma fondamentalmente perché abbiamo bisogno di uscire dai pensieri circolari: di qualche ossessione siamo tutti un po’ malati; spezzarla ti dà la possibilità di far entrare altro. E quello che entra può essere tremendo: o travolge ogni cosa o si rivela invece illuminante. In ogni caso mette in fuga tutto ciò che faceva i vermi. Ogni volta che lasci entrare qualcosa devi accettare questo rischio.

Oggi lei è felice così, del suo essere mamma, il "ruolo" più bello che la vita potesse riservarle:

Questo tutta la vita. Il termine “mamma” riempie la bocca ed è poco rock and roll, ma dentro a questo ruolo spesso posso sentirmi anche molto cattiva o inutile, frustrata, magari quando non ho la testa di far brillare un po’ la qualità del tempo passato insieme. L’unica arma vincente che ho è riderci sopra, sapendo che arriveranno altri weekend come questo. Posso ancora passare loro molte cose, come leggere a Jolanda un verso di Alda Merini e dirle che nel mio piccolo la penso anche io così.

Della sua separazione oggi dice:

C’è gente che mi dice ancora: che bel coraggio che hai avuto. Ma quale coraggio? La vita è andata in una direzione, ho provato a fermarla, non ci sono riuscita, non ci siamo riusciti, alla fine abbiamo cercato di trasformare al meglio una strada sulla quale è esplosa una mina: puoi rimetterla a posto, si può fare.

E si può fare anche se hai dei figli a cui spiegare cosa sta succedendo nella loro famiglia. Ambra ci è riuscita così:

Parlandone con le altre - siamo in tante nella mia situazione in quella collettività di cui dicevo prima – siamo riuscite a scongiurare una serie di errori con i figli. Ho ben presente che noi famiglie separate rappresentiamo pur sempre un costume diverso dalla maggioranza: è come andare a una festa di carnevale vestiti da pokemon e sentirsi in dovere di dare delle spiegazioni ad Arlecchino, perché lui è una maschera storica. Fuori di metafora: una famiglia non finisce perché non sei “vestito” come gli altri, la famiglia diventa un’altra cosa, ma ha sempre a che fare con le emozioni e l’amore.

Perché, spiega la Angiolini, c'è sempre l'amore alla base di tutto:

Se lasciassi spazio al risentimento, al rancore, vivrei in un mondo di macerie: ce ne sono già tante in giro, io non ci voglio più vivere in quella roba lì, tantomeno voglio vederci vivere i ragazzi. Poi non c’è un cazzo da fare: mi piace di più amare.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail