Fabrizio Corona, Geraldine Darù a Matrix: "Non l'ho incastrato io"

L'ex collaboratrice di Fabrizio Corona intervistata da Porro a Matrix.

Dopo il nuovo arresto di Fabrizio Corona, è balzata agli onori della cronaca tale Geraldine Darù ex collaboratrice dell'imprenditore e indicata dal Corriere della Sera, come una delle principali 'accusatrici' dell'ex re dei paparazzi. Sarebbe stata infatti decisiva la sua testimonianza, in qualità di ex dipendente della società Atena guidata da Francesca Persi: è lei che ha parlato con i magistrati spiegando che c’era qualcosa di strano nell'ufficio in cui lavorava. La donna, interrogata il 27 settembre scorso dagli inquirenti, li avrebbe indirizzati sulla strada giusta per recuperare i guadagni 'in nero' di Corona.

Nella puntata di ieri sera di Matrix, Nicola Porro ha ospitato e intervistato proprio la Darù, per permetterle di dare la sua versione dei fatti su quanto accaduto:

Ho deciso di venire a parlare in televisione, perché in questa settimana sono state dette molte cose che non mi sono piaciute. Io non sono assolutamente la donna che ha incastrato Fabrizio Corona, non mi è piaciuto che si sia parlato male di me senza mettere a confronto la verità, perché i pettegolezzi sono una cosa, ma la verità è un'altra.

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Geraldine racconta come ha conosciuto Corona nel 2012 (era la compagna del suo ex autista, ndr) e rivela di aver lavorato poi per lui per pochi mesi, da gennaio 2016 fino al 2 settembre 2016, quando il rapporto lavorativo si è interrotto ben prima della ormai nota perquisizione:

Avevo già finito di lavorare per lui quando c'è stata la perquisizione. Tra me e Fabrizio non c'è mai stata alcuna lite. Io facevo tutto per lui: autista, amica, confidente, tutto: in quei nove mesi gli ho seguito la casa, gli portavo i miei clienti.

Quando la incalzano sul suo rapporto con Fabrizio, mostrando le foto che li ritraggono insieme sui social, Geraldine racconta di una bella amicizia e di un rapporto di lavooro sereno, ma nessuna implicazione amorosa, nemmeno un bacio:

Ho creduto in lui perché è un grande imprenditore, una persona molto intelligente dal carisma strepitoso, che si fa amare dopo un minuto che lo si conosce. È una persona che ama lavorare come me e con lui ho unito l'amicizia al lavoro. Oggi voglio bene a Fabrizio non mi pento di nulla, né di averci lavorato né di essere stati amici. Non parlo male di Fabrizio, non potrei mai farlo. Ho creduto in lui, ma quando ho capito che stava andando oltre le righe mi è caduta la stima.

Nonostante questo, però, lei continua a difenderlo:

Credo che in Italia, soprattutto in discoteca, si faccia spesso del nero; quello che fa rumore è che ad averlo fatto sia stato Fabrizio Corona, ma non è molto diverso da altri personaggi.

E ribadisce quello che già altri hanno sottolineato in questi giorni, e cioè che non è il carcere il luogo giusto per Corona:

Il carcere può servire a Fabrizio, perché ha sbagliato con la legge, ma lui va curato per il suo legame con i soldi, deve essere disintossicato perché finché non verrà curato non starà mai bene. Fabrizio di fronte ai soldi non è lui, non è in sé. Quando viene associata la parola delinquente a Fabrizio Corona è un'offesa. Fabrizio Corona è tutto tranne che un delinquente.

Corona, intanto, resta in carcere.

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