Rita Dalla Chiesa: "Per mio nipote non so fare neanche un riso in bianco!"

Rita Dalla Chiesa, ospite di S'è fatta notte, ha raccontato di quando scampò a una multa portando il nipote in macchina davanti...

rita dalla chiesa

Rita Dalla Chiesa si è dichiarata una nonna sui generis. Ospite a S'è fatta notte con la figlia Giulia, la boccoluta conduttrice - oggi opinionista tra Parliamone sabato e Matrix - ha raccontato i loro teneri battibecchi per la gestione del nipote di Rita, Lorenzo, che oggi ha otto anni. La Dalla Chiesa ha cominciato con l'accusare Giulia, seppur affettuosamente, di essere troppo protettiva:

"Neanche la carrozzina mi faceva portare quando era piccolo Lorenzo".

La figlia ha precisato:

"Io mi sentivo inadeguata come tutte le mamme quando hanno un bimbo, dove si prende, come funziona… Volevo cavarmela. Con calma ho imparato e ho voluto imparare da sola".

La Dalla Chiesa ha replicato con un gustoso aneddoto:

"Per questo ci sono le mamme che aiutano, però. Una volta che è partita col marito me l'ha lasciato Lorenzo, chissà come, evidentemente non aveva più a chi lasciarlo… Io me lo sono preso, erano le sei del pomeriggio, lui aveva già la sua felpetta, io gli ho messo le scarpine e gli ho detto 'andiamo in libreria'. A lui piacevano i libri sin da quando era piccolo . Gli ho messo un cappottino sul pigiama con le scarpine, ma l'ho messo in macchina davanti con la cintura di sicurezza, non dietro come avrei dovuto fare. C'erano i vigili e gli ho detto: 'Chinati se no ci fanno la multa'. Questo bambino si è messo sotto, a tre anni già capiva perfettamente. Mi chiama Giulia e mi fa 'tornate immediatamente'".

Giulia ha replicato che "non era vero". Poi Rita ha precisato il suo senso di inferiorità rispetto all'altra nonna di casa, soprattutto in merito a un tasto per lei dolente. La cucina:

"Non sono una nonna normale da tanti punti di vita perché non cucino. Ho contrabbandato i ciambellani dalla panettera come li facessi io. Certo mia figlia mangiava da me, io cucinavo, però l'altra nonna è molto brava e sono io che mi sento inadeguata. Ho fatto un passo indietro. Lorenzo una volta mi ha detto 'Nonna ma almeno un riso in bianco me lo sai fare?'. Mi sono sentita in colpa, ho detto 'ecco come mi vede Lorenzo'.

La morale della favola è stata data da Maurizio Costanzo:

"Io voglio dire ai renitenti che avere a che fare coi bambini piccoli è il regalo maggiore che ci dà la vita, che siano figli o nipoti. Il vero ricambio di cellule è quello di frequentare questi bambini che non sono mai banali e sono sempre a un passo più avanti".

Sipario.

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