Parliamone sabato, Fabio Testi sulle unioni gay: "Mettiamo in sicurezza prima le cose normali e poi quelle diverse"

Parliamone sabato si è collegato con l'unione civile di Filippo e Carmine in diretta. E Luxuria e Testi hanno avuto un battibecco

La puntata di ieri di Parliamone sabato ha fatto decisamente discutere. Complice un tema caldo come le unioni civili e un collegamento in diretta con il 'matrimonio' di Filippo e Carmine, uniti da vent'anni.

Paola Perego, molto sensibile e delicata sull'argomento, ha voluto dare spazio a più voci come è buona abitudine nei talk show. E non è potuta passare inosservata la posizione reazionaria di Fabio Testi:

"Io vengo da una cultura veneta tradizionale. Per me la famiglia è fatta di un uomo, una donna, il sacramento che li unisce e i figli che nascono sono i figli di questa famiglia. Tutto quello che gira intorno a questo… per carità non sono contrario all'amore. Benissimo tutto quanto ma per me… sono anche un ex salesiano… devo rispettare l'educazione che ho avuto. Non è che non accetto, l'amore innanzitutto. Ma la famiglia e i figli… Io insisto per dire che son quelli tradizionali".

A dargli subito addosso ci ha pensato Vladimir Luxuria:

"Io noto che spesso si è molto critici verso gli altri e molto indulgenti verso se stessi. Adesso non vorrei metterla sul personale, però… Se si parla di famiglia tradizionale e il sacramento bisogna ricordare per dovere di coerenza che questo prevederebbe l'indissolubilità del matrimonio. Forse non dovrebbero parlare persone come lei che ha avuto più di un matrimonio e si è risposato a 73 anni con il rito civile. Però io rispetto le sue scelte, come penso che lei dovrebbe rispettare le scelte di due esseri umani che si vogliono bene e vorrebbero sposarsi e sono anche un po' stufi di vedere dei censori che dicono 'noi siamo etero e possiamo sposarci'. Nessuno deve ritenersi superiore al punto da pensare che ci sono figli di Serie A e di Serie B".

Testi ha replicato:

"Io intanto ho chiesto l'annullamento del matrimonio da dieci anni, ancora non ce l'ho perché io voglio sposarmi in Chiesa anche perché un'unione tra uomini che si sposano… la pensione di uno va all'altro, mi sembra giustissimo. Io che ho una compagna da vent'anni lei non ha la mia pensione, perché no? Un uomo e una donna normali che convivono da vent'anni… muore lui e lei non ha più la pensione".

L'ex parlamentare ci ha tenuto a precisare:

"Ma la legge Cirinnà ha anche la parte che riguarda gli eterosessuali, non è solo unione civile per gay".

E qui Testi ha rimesso al centro la sua situazione personale:

"Se uno non crede nel matrimonio civile, è un anarchico, uno che non crede nei sacramenti, ma sta insieme da vent'anni, dimostrato… perché non possono avere la pensione e gli stessi diritti?".

A questo punto è saggiamente intervenuta la conduttrice:

"Non è vero che questo tema non interessa a nessuno, Fabio. Se formi una coppia eterosessuale non ti picchiano e non ti insultano per strada. Questa forma di razzismo e di chiusura mentale purtroppo esiste. Se tu figlio fosse gay vorresti che avesse gli stessi diritti?".

Ecco che Testi, pensando di addrizzare il tiro, ha peggiorato la sua situazione:

"Ma certo, io non sono contro, sono a favore. Però prima di mettere in sicurezza le cose diverse mettiamo in sicurezza le cose normali e poi mettiamo in sicurezza anche le altre. Difendiamo la cultura nostra italiana, cattolica".

A questo punto, con il suo solito sorriso sornione, è intervenuto per replicare Guillermo Mariotto:

"Parliamo universalmente, siamo esseri umani tutti con gli stessi diritti".

Persino il prete presente in studio, Don Antonio Rizzolo, è stato più aperto di Fabio Testi appellandosi alle recenti dichiarazioni di Papa Francesco:

"Normalmente si dice che l'amore è il contrario dell'odio, in realtà è il contrario dell'egoismo. L'amore è pensare all'altro e volere il bene dell'altro a tal punto da dare la propria vita. E' qualcosa che va al di là dell'aspetto sessuale ed emotivo. Quindi potrebbe anche esserci in questo caso il trionfo dell'amore e mi auguro che si realizzi veramente. I principi della Chiesa rimangono uguali, l'uomo e la donna insieme rappresentano l'immagine di Dio e l'amore di Dio verso l'umanità. Il fatto è che poi c'è un secondo principio, bisogna amare e rispettare tutte le persone così come sono. Il punto fondamentale è il rispetto".

La chiosa più opportuna è arrivata come sempre da Vladimir Luxuria, commossa di fronte alle immagini dell'unione civile seguita in diretta:

"Finalmente possiamo dire che anche l'Italia è andata un po' avanti. Questo è un passo che segna un grande avanzamento di civiltà nel nostro Paese".

Va detto che la Perego, in materia di 'nuovi diritti', è arrivata dopo Barbara Palombelli, che per prima ha 'celebrato' un'unione civile in tv a Forum. Ma su Rai1, l'ammiraglia del servizio pubblico, l'operazione assume un coraggio ben maggiore (e l'ascolto di Parliamone sabato, non a caso, è schizzato al 10%).

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