Abbiamo previsto che per il testamento di Luciano Pavarotti sarebbero nati dissapori, guerre familiari, pettegolezzi più o meno leciti o fondati. Ma non avevamo previsto tutto il marcio che sta venendo a galla in questa soap sempre più squallida. Luciano Pavarotti non è mai stato uno stico di santo.

Nel 2000 fu processato e poi assolto per prescrizione per evasione fiscale. Si presentò con fotografi e televisioni nell’ufficio dell’allora ministro delle Finanze Del Turco con un assegno di 25 miliardi, così da regolare e sistemare i rapporti con il fisco italiano. Contava i giorni di permanenza negli States per evitare di pagare le imposte sui redditi mondiali. Aveva una residenza fittizia nel paradiso fiscale del principato monegasco in un appartamento in cui pare non abbia mai abitato. Il suo Pavarotti & Friends, storico appuntamento canoro a scopo benefico per i bambini africani, fu accusato di essere strumentalizzato a fini privati.

Aspetti contrastanti con l’immagine di buon modenese avezzo a opere di bene. E poi l’epilogo, i testamenti, la creazione di un Trust che evita di inserire l’immenso patrimonio americano nell’asse ereditario, fregando le figlie e dando alla seconda moglie Nicoletta Mantovani soldi, titoli, diritti d’autore, appartamenti, quadri d’autore.

A questo punto vorrei porre un quesito che mi nasce dalla rabbia e dalla delusione nel leggere le sue volontà: ma per i bambini bisognosi Pavarotti non ha lasciato niente? Il buono e caritatevole Luciano Pavarotti, nelle ultime settimane in cui ha fatto volare documenti privati dall’America per mettere al sicuro milioni di euro destinati a Nicoletta Mantovani, non ha mai pensato che forse, qualche milione di euro poteva donarlo in beneficenza? Mi aspettavo un testamento ricco di opere di bene. Di soldi devoluti alle associazioni umanitarie che si occupano di poveri, malati, emarginati. Non era questo il senso del Pavarotti & Friends? Non era per i bambini africani, iraqeni, guatemalesi, bosniaci che ci sorbivamo una delle manifestazioni canore più brutte organizzate nell’ultimo decennio?

Dopo questa enorme delusione per un uomo che ha voluto accumulare ricchezza su ricchezza per poi non riscattarla donandola in parte a chi non è stato così fortunato in questa vita, tutte le scelte del tenore, a questo punto, sono di bassa qualità, di umana miseria, di spietato calcolo economico.

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