Edoardo Costa: "Sono pentito degli errori che ho commesso. Oggi sono rinato"

Edoardo Costa ospite a Domenica Live del 25 settembre 2016: l'amore e i processi penali.

Edoardo Costa, dopo anni di "esilio dorato" all'estero e a 4 anni dalla prima sentenza di condanna per truffa e appropriazione indebita, torna ad essere ospite della tv italiana e sceglie il salotto di Domenica Live per raccontare come è stata la sua vita negli ultimi sette anni, da quando Striscia la Notizia lo ha 'smascherato'. Con lui (dietro le quinte) c'è anche la fidanzata Grace, ex modella, da alcuni mesi al suo fianco:

Siamo fidanzati da 8 mesi, ma ci conosciamo da 30 anni, da quando faceva la modella a Milano. Allora aveva 18 anni, ci siamo sempre incrociati, visti, sempre in amicizia. Otto mesi fa a Miami ci siamo trovati per bere un caffè e ci è successa una cosa bellissima: non ci siamo più lasciati. Ad unirci non solo il buddismo, che io pratico da tempo.

Ma Costa è dalla D'Urso non solo per parlare del suo nuovo amore e della sua nuova vita, ma anche delle cause penali che ha dovuto affrontare dopo lo scandalo sollevato da Striscia nel 2008:

Ho subito processi per sette anni, due processi penali a Varese per evasione fiscale e uno su Milano per la questione dell'associazione di volontariato. Siamo qui a parlarne proprio perché ci sono stati sette anni di processo, delle sentenze, per la precisione tre sentenze di condanna e le cose che poi ci sono state dopo.

Inizia quindi dal raccontare come è nata l'idea dell'associazione di volontariato:

Ho fondato l'associazione, la CIAK, circa dieci anni fa, con l'intenzione di aiutare i bambini in difficoltà. L'idea è venuta quando mi hanno chiesto di fare dei calendari. Allora ho deciso di farli e di devolvere il ricavato ai bambini, fondando appunto l'associazione.

E arriva anche qualche giustificazione su quei motivi che hanno portato poi all'incriminazione:

Le mie spiegazioni prima del processo, subito dopo i servizi di Striscia, non hanno convinto. Ammetto che uno dei miei grandi errori è stato prendere soldi in contanti (quindi in nero) che io poi portavo in Africa, in Brasile, in quei posti, in contanti, come si faceva lì abitualmente. Non avendo mai registrato quei soldi è chiaro che poi, alla fine, dovevo farli registrare in qualche modo, e lì ci sono stati altri errori, tipo i 7 mila euro di cancelleria, voci messe lì per giustificarli dal punto di vista fiscale. E infatti sono stato condannato per evasione fiscale.

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Costa, però, assicura di non essersi mai sottratto alle sue responsabilità nei confronti dei progetti benefici che aveva ideato:

Dopo che è esploso il caso, io ho mandato i soldi che avevo raccolto, circa 45 mila euro, in Africa per i vaccini. È tutto documentato. Con i due calendari ho raccolto oltre 100 mila euro, raccolti da una casa editrice. Loro hanno trattenuto le spese che hanno sostenuto, circa 50 mila euro, e mi hanno dato gli altri 50 mila con cui io ho costruito un asilo in Africa che ancora funziona.

Eppure l'attore risulta condannato sia per evasione fiscale che per truffa e appropriazione indebita per 205 mila euro circa:

In appello sono stato assolto per l'aggravante della truffa. Sono stato condannato per l'evasione fiscale e l'appropriazione indebita per quei 205 mila euro perché le indagini non sono riuscite a risalire a dove potesse essere quella cifra, mancavano i giustificativi. La verità è che quei 205 mila euro non sono documentati da ricevute perché erano soldi in contanti, in nero, che ho comunque usato per le iniziative benefiche in Africa, Brasile, Afghanistan.

Edoardo Costa dice di aver speso la maggior parte di quei soldi per costruire un asilo in Senegal e ristrutturare una scuola in Kenya. E anche qui, sarebbero tutto documentato e dimostrabile. In Brasile sarebbero arrivati circa 80 mila euro per alcuni progetti. Ma allora quale è stato l'errore?

Ho fatto tantissime stupidaggini di gestione, perché non ero in grado di gestire queste cose. L'ho fatto con entusiasmo, perché credevo in quei progetti. Con l'evasione fiscale posso aver truffato lo Stato italiano, ma mai i bambini in difficoltà.

Chiusa la parentesi dei suoi problemi legali, ecco arrivare una sorpresa per l'attore: un video dei suoi genitori, che lo difendono e dicono che il suo unico problema è essere troppo buono, cosa che lo ha portato a finire nei guai.

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