Mariano Apicella: "Con Berlusconi, non si è mai rotto nulla. In Italia, c'è un'invidia che ammazza"

Il cantante è stato intervistato da Libero.

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Il sodalizio tra Mariano Apicella e l'ex premier Silvio Berlusconi è ancora in essere.

Nonostante, nel 2014, il cantante napoletano avesse esternato un po' di dispiacere per le mancate chiamate di Berlusconi, la curiosa amicizia tra Apicella e il leader di Forza Italia non si è mai interrotta al punto che lo chansonnier ha ricominciato ad allietare le serate di Berlusconi e dei suoi amici ad Arcore o a Villa Certosa.

Intervistato da Libero che l'ha intercettato proprio nella villa di Berlusconi in Sardegna, Apicella ha esordito, smentendo praticamente se stesso e dando la colpa alla solita invidia della gente:

Per quel che mi riguarda, col Presidente, non s'è mai rotto nulla. Qui in Italia, quando Patrizio Oliva vinceva ogni incontro c'era gente che lo voleva morto. Invidia che ammazza.

Con il quotidiano Libero, quindi, Apicella ha ripercorso la storia della sua amicizia con l'ex presidente del Consiglio e ha ricordato alcuni degli incontri più assurdi avvenuti durante le tantissime serate trascorse a casa Berlusconi:

Nel 2001 ho incontrato il Presidente. Non ci siamo più lasciati. La serata con Putin è quella che mi è rimasta più impressa. Non lo conoscevo e mi dicevo: "Madonna santa, questo è un santone, non ride mai". Lo incontrai alla Certosa e fu spettacolare: una persona stupenda, ha un grande senso dell'ironia. Tony Blair fu un altro personaggio che mi sorprese. Arrivò in Sardegna con la moglie: lui alla chitarra, lei cantava. La signora ha fatto Let it be e mezzo repertorio dei Beatles. Se lo sarebbe aspettato vedendoli in televisione? Io, no.

Apicella, successivamente, ha svelato una curiosità a testa riguardante le persone che, storicamente, circondano Berlusconi:

Marina Berlusconi è una persona fantastica, le piacciono le canzoni spagnole. Il dottor Gianni Letta, invece, ama il repertorio classico napoletano. Fedele Confalonieri è un musicista sopraffino. Con Francesca Pascale, ho un rapporto ottimo.

Mariano Apicella ha continuato l'intervista, ribadendo che Berlusconi ha davvero partecipato alla composizione di alcune delle sue canzoni:

Le mie canzoni le ha scritte davvero Berlusconi. Assolutamente. Componevamo alla Certosa, oppure a Macherio. Alle volte siamo andati a letto alle sei del mattino: fino a quando tutto non era come dicevamo noi, non si dormiva.

Parlando delle famose "cene eleganti" di Arcore che hanno creato qualche grattacapo giudiziario a Berlusconi, Apicella ha ricordato il processo al quale ha presenziato in qualità di testimone:

Le notti ad Arcore? Roba normalissima. Quando sono andato a processo, i pm ci sono rimasti talmente male per quello che ho raccontato che mi hanno indagato per falsa testimonianza.

Il cantante napoletano, inoltre, ha ammesso di non essere mai stato tentato dalle sirene della politica:

Candidarmi? Per me il Presidente è come un secondo padre, non ne avrei approfittato. Poi, la politica mi sta un poco sulle palle: ci si mette lì, bla bla bla, si pigliano 15mila euro al mese... non si fa un cazzo. Oggi voterei Berlusconi.

Nonostante la gratitudine, però, Apicella ha anche affermato che l'amicizia con Berlusconi gli ha causato anche una serie di difficoltà:

Quando Berlusconi era premier avevo molti più ostacoli nel mio lavoro. Berlusconi era presidente e non mi hanno fatto andare al Festival. Perché, secondo lei? Pure a Domenica In, mi facevano cantare all'una e venti, subito dopo il tg. Chi vuoi che ti ascolti?

E terminiamo con questa dichiarazione:

Se non avessi incontrato Berlusconi forse sarei morto suonando nei ristoranti.

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