Noemi: "Ho preso qualche chilo, ma mi vado bene così"

La riflessione della cantante: "Trovo pericolosa l’attuale ossessione per la perfezione e soffro a vedere queste ragazzine che non escono di casa se non sono truccate, impeccabili"

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Veronica Scopelliti, in arte Noemi, ha rilasciato un'intervista a Io Donna, il supplemento del Corriere della Sera. La cantante ha parlato della sua evoluzione caratteriale e del suo rapporto con la forma fisica:

Sono sempre stata battagliera e coraggiosa, ho preso certi muri a 200 all’ora… Poi ho capito che bisogna lasciare scorrere la vita, non fare-fare-fare. Mi ero annullata in questo mestiere e ho sentito il bisogno di mettere una distanza non esclusivamente psicologica: mi sono traferita per un periodo in Inghilterra (...) Mi sono riscoperta. E mi sono liberata dalla sindrome da controllo, che non ha senso: oggi si vive con estrema velocità e si butta via in fretta, non puoi ingabbiare nulla. Meglio un atteggiamento distaccato. Mi guardo con occhi più benevoli: combatto combatto e non arrivano frutti? Bene: significa che non è ancora il momento. Mi perdono i punti deboli, le mancanze.

L'artista scoperta da X Factor a proposito del suo aspetto estetico ha raccontato:

Negli ultimi tre-quattro anni ho preso qualche chilo. I primi tempi non riuscivo neppure a guardare le mie foto, adesso chissenefrega. Non posso diventare gigante (ne risentirebbe la salute), ma così mi vado bene. Incredibile!

Il tema era stato in qualche modo 'affrontato' già in musica, nel 2011, con Vuoto a perdere, il cui testo (scritto da Vasco Rossi) parla anche di "cellulite" ("Sono diventata grande senza neanche accorgermene e ora sono qui che guardo che mi guardo crescere la mia cellulite le mie nuove consapevolezze, consapevolezze"):

La prima volta che ho ascoltato il testo non è stato semplice: con i milioni di parole che ci sono al mondo, perché Vasco Rossi ci aveva ficcato proprio “cellulite”?!? Poi mi ha spiegato che il tema è “scabroso” soltanto per noi donne. (...) Gli uomini – assicura – non l’hanno mai vista… Sono felice di avergli dato retta: mi piacciono gli atti che spostano il limite più avanti. Trovo pericolosa l’attuale ossessione per la perfezione e soffro a vedere queste ragazzine che non escono di casa se non sono truccate, impeccabili.

Noemi ha chiosato con una sorta di inno all'imperfezione:

Io ho avuto un’adolescenza solitaria, ero chiusa e la musica era un rifugio: all’università – quando ho cominciato a esprimermi, accettando i miei limiti – la gente si è avvicinata. L’imperfezione è sexy, ti rende simpatica.

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