Diego Passoni: "Vado in Sardegna col mio fidanzato, ma mi sento in colpa"

Diego Passoni dice di essere stato segnato da Pechino Express. E da una puntata di Blob sui migranti

diego passoni

Dopo aver commentato tanti reality occorreva che partecipasse ad uno per mettere la testa a posto. Diego Passoni non è più l'eterno ragazzo frivolo e spensierato che conoscevamo. Il conduttore radiofonico e televisivo ha deciso di condividere un lungo sfogo sulla sua Pagina Facebook, legato alla sua estate strana per colpa di Pechino Express, che ha finito di registrare da poco (noi lo vedremo in onda su Rai2 in autunno):

"Questa estate per me è decisamente anomala.
Intanto l’esperienza di Pechino Express mi ha lasciato segni evidenti non solo emotivamente, ma anche a livello di alterazione del proprio bioritmo, stanchezza fisica e mancanza di quell’adrenalina che circolava come una pazza mentre ero in gara.


Al ritorno mi sono fiondato a Riccione per l’ultima settimana di diretta di Pinocchio Faestate, e solo ora sono a casa mia, a Milano, con delle giornate libere, prima della partenza per le vacanze.

Il rinculo di tutto quello che ho vissuto si è fatto sentire in questi giorni di ozio improvviso, dandomi un senso di fiacchezza e di malinconia.

Tutto questo mi ha fatto uno strano effetto, e guardando i post sui social di chi è al mare, chi è in barca, chi ad una festa, chi davanti ad un tramonto, chi ad un tempio buddista in Indonesia, chi ad un party ad Ibiza, chi sorride abbronzato con gli amici davanti ad un mohito ho provato di volta in volta nostalgia per i posti in cui sono stato, ilarità per gli amici in pose ridicole, invidia per i luoghi più inaccessibili, VOGLIA di DIVERTIRMI."

Eppure ieri il Passoni ha avuto una folgorazione accompagnata da sensi di colpa:

"Ieri sera ho acceso la tv per guardare un tg(di solito guardo quello di la 7) ma il canale sintonizzato era rai 3, e c’era Blob. Sono così incappato in una puntata dedicata alle testimonianze di tutti i volontari, più o meno giovani, che hanno passato, passano e passeranno i loro giorni di vacanza a Lesbo, per dare una mano all’associazione internazionale Lighthouse.


Aspettare i barconi - che ancora arrivano-aiutare nella distribuzione di viveri, nel primo soccorso, nella comprensione delle diverse lingue, ma soprattutto essere fisicamente ad un approdo, ed accogliere lo sconosciuto che arriva disperato con un abbraccio ed un sorriso, per affermare a lui, a se stessi, e al mondo che qualcuno di lui si interessa, che ha diritto di esistere, che non tutto l’occidente ha mandato la propria coscienza ad abbronzarsi al mare.


Non è questione di cosa e come si dovrebbe fare, di politica internazionale, di supercazzole populiste o filosofie sociali da dibattere in un convegno, si tratta di darsi un senso. E di manifestare dissenso.
Chiedo perdono al me stesso cittadino consapevole, privilegiato ed informato, che ho umiliato facendomi sollazzare dall’infinità offerta di entertainment che ormai ci soffoca le sinapsi, alle lusinghe dell’idiozia generale a cui cedo regolarmente, DIMENTICANDOMI di dedicare tempo a FARMI UN’OPINIONE sulle “cose importanti”, e DISTRAENDOMI dal fare, ogni tanto, un gesto sensato.


Ora che la contingenza ci riempie di occasioni per cui fare, mobilitarsi, decidere, approfondire, mi trovavo nel bel mezzo del valzer delle inutili riverenze e dei superflui convenevoli dei 'pochi fortunati'.


Non demonizzo le cazzate, i tormentoni estivi e le debolezze da borghesucci, ma tutto DEVE stare al suo posto, perché il tutto abbia un senso.


Mentre il genocidio ebraico si compiva, sapete cosa faceva tutta l’Europa? Si occupava d’altro, perché quella faccenda non riguardava mica loro…
Non è questione di fare quello folgorato sulla via di Damasco, né tantomeno rinnegare quel che faccio per vivere – che non è certo salvare vite umane - ma mi sorge soltanto una domanda aperta, che faccio innanzi tutto a me stesso: possiamo vivere le nostre vite con tutte le legittime leggerezze, con la compulsività dello shopping, con il diritto di spendere il tempo libero facendo anche cose poco intelligenti ma molto divertenti, e comunque riuscire ad esserci, in qualche modo, quando e dove ha un senso farlo?".

Eppure, come recita il Gattopardo, bisogna cambiare tutto perché nulla cambi:

"Mentre scrivo penso che domani parto per la Sardegna con il mio fidanzato, che non c’è niente di male, eppure, davanti a queste immagini e alle parole di questi ragazzi, mi sento fortemente in difetto.

Vi giro il link della puntata di ieri, battendomi il petto con sincero pentimento per quanto nella vita so essere imbecille, e ringraziando ognuno di questi protagonisti per la speranza che incarnano.
Guardatelo, mi raccomando!!!".

Fine dei buoni propositi estivi. Si parte!


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