A un giorno dalla morte di Anna Marchesini si moltiplicano i ricordi delle colleghe che le erano affezionate. Tra queste c’è Virginia Raffaele, la comica più richiesta del momento che ha condiviso un ricordo privato con La Repubblica:

“La adoravo. Mi fece il mio primo autografo: tu come ti chiami? Ah, Virginia, come mia figlia. Ricordo che rivalutai pure il mio nome. Se la Marchesini ha chiamato la figlia così, deve essere un bel nome”.

Poi avrebbe voluto conoscerla in età più adulta, quando si era già affermata artisticamente, ma purtroppo non le è stato possibile:

“Sapevo che non stava bene, non sapevo come muovermi. Una sera al quinto bicchiere di vino ho mandato un messaggio a Massimo Lopez: ti prego un giorno me la fai conoscere? Con Massimo ci sentiamo spesso, c’è una stima reciproca. Poi ho capito che non era facile perché non stava bene”.

Della Marchesini Virginia apprezzava il fatto, tra le altre cose, che avesse oscurato il suo aspetto fisico nel fiore degli anni:

“Aveva una personalità fortissima per cui aveva messo da parte la bellezza. Aveva le gambe più belle della tv, era affascinante ma le piaceva camuffarsi. Occhiali, trucco. La sua forza era l’autoironia, che la faceva mettere sempre al servizio dei personaggi. Per me sarà sempre nostra Signora della comicità italiana”.

Insomma, anche al personaggio-rivelazione di Sanremo 2016 è sembrato quasi di perdere una persona cara:

“Sono cresciuta seguendola, conosco a memoria gli spettacoli. Per me è una figura familiare. Ci sono personaggi dello spettacolo che diventano parenti perché entrano nella tua vita, ed è una cosa strana. In queste ore leggevo i social, una valanga di messaggi di ogni genere, un fiume di parole affettuose e poi tanti: Grazie Anna. Grazie, per quello che ci ha regalato per il talento immenso. E per il coraggio, è stata davvero una donna coraggiosa”.

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