Liev Schreiber ha raccontato ad Esquire, che a lui ha dedicato la copertina dell’ultimo numero, il primo appuntamento con Naomi Watts, sua compagna, nonché madre dei suoi due figli, da oltre un decennio.

Mi dice: “Cosa fai dopo? Vuoi venire a ballare?”. Io rispondo di sì, certo. Vado nel club in cui mi ha detto di incontrarci e ci sono Sean Penn e Benicio Del Toro. E io sto là, immobile come un ciocco di legno in attesa del mio turno. Sono nervoso e imbarazzato perché intorno a me ci sono tutti questi divi del cinema. Mi sento a disagio, fuori dal mio elemento. Non penso che avrei fatto una buona impressione, quindi le dico: “Scusa, ma devo andare a casa”. Lei mi rincorre e dice: “Non vuoi il mio numero di telefono”.

La versione di Schreiber, che dal 2013 è protagonista della serie televisiva Ray Donovan, combacia con quella fornita dalla Watts qualche tempo fa.

Normalmente non sono così intraprendente. Lui si era alzato per andarsene e io mi ero detta: “Oh merda”. Quindi me ne sono uscita con qualcosa di sfacciato, del tipo: “Non vuoi il mio numero di telefono?”. Lo feci ridere. Più tardi mi mandò un messaggio: “Ti va di vederci ora per un drink?”. E io: “No, ci vediamo domani a colazione”.

11 anni dopo la coppia sta ancora insieme ed ha due figli, Sasha e Pete, nati rispettivamente nel 2007 e 2008. Nonostante le malelingue abbiano tentato di seminare zizzania in casa, il maggior cruccio della Watts è quello di non essere riconosciuta per strada.

Non vengo mai riconosciuta per strada. Le persone mi vedono come una bambola da tappeto rosso, ma io non sono per niente così nella vita di tutti i giorni. Mi mimetizzo molto bene nella folla.

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