Lino Guanciale: "Sono un osservatore maniacale e pieno di tic"

Lino Guanciale, l'attore più quotato delle fiction Rai, sta con l'attrice Antonietta Bello

lino guanciale bello

Lino Guanciale è l'attore di fiction più amato della Rai. Ma com'è nella vita privata? A metterlo a nudo per la prima volta è il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, svelando innanzitutto che vive ancora a Tor Bella Monaca a Roma ("In periferia ci sono cresciuto e ho scelto di viverci tuttora, mi aiuta a mantenere il contatto con la realtà"). In più scopriamo che è fidanzato con una collega attrice, Antonietta Bello.

L'interprete dell'odioso Enrico Vinci in Non dirlo al mio capo, la sera sbanca-Auditel del giovedì sera su Ra1i1, è molto meno perfettino di quanto possa sembrare:

"A dire il vero sono un anarchico. Risulto posato e razionale solo perché mi ritengo una persona educata. E ho una grande capacità di concentrazione e di controllo preventivo: ho un'energia talmente dirompente che devo disciplinarla".

Da qui all'idiosincrasia il passo è breve:

"Sono pieno di tic. Prima di ogni ciak schiocco le dita, come il mio personaggio, l'avvocato Vinci che lo fa di continuo quando è nervoso. Quando sono nervoso io devo compiere gli stessi gesti in numero pari. Stamattina arrivando qui ho chiuso lo sportello della macchina due volte. E prima di ogni ciak ripeto una frase per 13 volte. E' il numero della maglia che indossavo quando giocavo a rugby. Mi porta fortuna".

Ebbene sì, Guanciale è stato tra i 10 e i 20 anni nella Nazionale giovanile:

"Per me, che avevo interessi un po' da nerd, come la lettura e il cinema, il rugby, lo sport di squadra e di contatto per eccellenza, è stato di grande aiuto. Soprattutto per curare la mia insicurezza".

Tuttora Lino non si ritiene un seduttore:

"Sono più il genere di uomo che fa tappezzeria. Se mi ritrovo in una stanza con più persone, mi metto in disparte e cerco di passare inosservato. E dal mio osservatorio speciale scruto gli altri al limite della maniacalità. Da ragazzo i miei amici non mi portavano più con loro alle feste perché i miei sguardi indagatori finivano per scatenare delle liti".

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