Alvin: "Isola? Quest'anno è stata dura, stress fino alla finale"

Alvin racconta L'isola 2016 e l'Honduras.

alvin piange

"Quest’anno è stata dura". A parlare è Alvin, l'inviato de L'isola dei famosi targata Mediaset. "I naufraghi conoscevano il mezzo televisivo e nonostante i nostri avvertimenti, provavano a non rispettare le regole. Il fondo lo abbiamo toccato con la storia dell’accendino portato da Fiordaliso. È un gioco, ci sono delle regole, vanno rispettate. Stop".

Il suo stile di conduzione è diventato più serioso: "Mi sono messo alla prova. Ho dovuto tenere salde le redini e cambiare passo. Ripeto, la storia dell’accendino non doveva accadere. Da quel momento non c’è stato più un momento davvero sereno. Ma molto stress fino alla finale". E' stato tosto - almeno per noi italiani - il momento della prova di apnea con Mercedez: "C'erano un sub e un medico con lei e per noi era tutto ok. Poi in cuffia ho sentito la regia che urlava. Non abbiamo avuto la minima percezione del pericolo. In compenso Alessia Marcuzzi grazie al suo 'Alvin, Alvin' mi ha trasformato in una suoneria".

Quindi il conduttore si sofferma sull'Honduras: "La location è perfetta. Consideri che dopo quella italiana, parte l’Isola israeliana, poi quella messicana, poi la spagnola e così via. Hai la terra ferma come base e gli atolli o se volete le Playe a distanza di pochi minuti di barchino. Si presta in maniera perfetta come location per quanto riguarda il 'game'. Poi c'è l’Honduras, ma quella è un'altra storia [...] I 'garifuna', gli abitanti che collaborano con noi, sono poverissimi. I bambini li fai felici con poco e per poco intendo anche un abbraccio, un sorriso. Il posto più frequentato è la 'pulperia' (la drogheria, ndr). E lo sa che loro vendono tutto a un pezzo? Ovvero: una sigaretta e non il pacchetto, una caramella e non la confezione. Perché non possono permettersi di comprare la confezione intera. In compenso però tutti hanno lo Smartphone".

Quindi un episodio curioso: "Durante la 'Semana Santa' (la settimana di Pasqua, ndr) gli Honduregni si riversavano dove alloggiavamo noi per festeggiare. Era il caos totale. Loro facevano festa tra grigliate, alcol, musica e noi non riuscivamo a dormire e lavoravamo in condizioni non ottimali. Non è stato facile. Ma abbiamo portato a casa il risultato".

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