Marco Carta: "Le voci sulla mia presunta omosessualità? Non le concepisco... Sono open-mind"

Il cantante è stato intervistato da Vanity Fair.

marco-carta-2016.jpg

Marco Carta è tornato da tempo, ormai, dall'Isola dei Famosi, il reality show del quale è terminata da poco tempo l'undicesima edizione, vinta dal pugile Giacobbe Fragomeni.

Il cantante sardo, lanciato da Amici di Maria De Filippi, quindi, è tornato a dedicarsi a tempo pieno alla musica, nella fattispecie, alla promozione del suo ultimo album Come il mondo, dal quale è stato estratto il singolo Non so più amare.

Carta, però, è stato intervistato da Vanity Fair e l'Isola dei Famosi non poteva non essere argomento di conversazione.

Il cantante appare soddisfatto di quest'esperienza estrema perché l'Isola dei Famosi, stando alle sue dichiarazioni, gli ha permesso, o meglio, l'ha costretto ad affrontare pensieri che preferirebbe evitare:

E' stata una delle esperienze più forti della mia vita insieme ad Amici. Mi ha lasciato tante soddisfazioni, mi ha insegnato a contare su me stesso e a farmi capire che ce la posso fare. Ho sempre pensato di avere bisogno di qualcuno vicino a me: un amico al telefono, Sky sempre acceso a farmi compagnia. Sono sempre stato spaventato dall'idea di stare da solo e affrontare i miei pensieri.

Marco Carta è stato eliminato durante la semifinale dell'Isola e non ha partecipato, quindi, alla finale. Per il cantante, accettare questo verdetto non è stato un problema:

Tutti mi dicevano, compreso Giacobbe, che avevo centinaia di migliaia di fan che mi sostenevano e che non avrei dovuto preoccuparmi, ma non vuol dire niente. Il televoto-lampo ha fasce di persone diverse rispetto al televoto settimanale, che riesce a coprire tutti i brand. Ho accettato il verdetto e contemporaneamente, ho provato un grande senso di sollievo: non vedevo l'ora di andare a mangiare.

Infine, domanda inevitabile anche per quanto riguarda le voci su una sua presunta omosessualità. Il cantante non concepisce l'attenzione morbosa della gente nei riguardi della sessualità altrui. Marco Carta si è definito, però, "open-mind":

Io questo non lo so, perché non lo concepisco. Quando qualcuno mi parla, non mi chiedo se abbia una voce effeminata o un compagno che lo aspetta a casa. Non capisco come l'andare a letto con una persona dello stesso sesso possa togliere qualcosa alla propria professionalità o alla propria bravura. Io sono molto open-mind, sono cresciuto in una casa molto umile, ma frequentata da gente di ogni parte del mondo.

  • shares
  • Mail