Francesco Arca: "Io e Irene Capuano siamo complici. La nascita di Maria Sole ci ha unito di più"

Francesco Arca tenero papà e compagno affettuoso, intervistato dal settimanale F.

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Francesco Arca sta per trasferirsi a Torino, dove girerà una nuova fiction in costume per Mediaset (il titolo è ancora top secret). Lo racconta l'attore, intervistato questa settimana da F, spiegando di non volersi però separare dai suoi due grandi amori, Irene Capuano e la loro piccola Maria Sole, nata otto mesi fa:

«Per i primi tre mesi andrò su e giù tra il Piemonte e Roma, ma poi Irene si trasferirà con la bambina. Non voglio perdermi le “prime volte” di Sole, la prima parola, i primi passi».

Maria Sole ormai è il suo mondo, anche se Francesco rivela di non volerla tutta per sé. A prendersi cura della piccola, oltre alla bella mamma, ci sono degli "zii" speciali, da Emma Marrone a Giuliano dei Negremaro:

«Sì, a livello affettivo è “coperta”. La figura di questi “zii” è importante: il loro amore è forte quanto quello dei genitori ma diverso, senza il peso della responsabilità. Credo non sia giusto tenersi i figli tutti per sé: i bambini hanno bisogno di respirare, di interagire senza pregiudizi né filtri. Sole è abituata a stare con tutti e a viaggiare, sta crescendo un po’ selvaggiamente, le imponiamo meno orari possibile».

Ma ha già anche un 'amico speciale', il piccolo Enea, figlio degli amici Laura Chiatti e Marco Bocci. Arca, però, giura di non essere ancora geloso della sua bambina:

«Riparliamone fra 12 anni, lì cominceranno i problemi! Vedessi come sono teneri Enea e Sole insieme: vivono una sintonia incredibile».

A spasso con papà

Una foto pubblicata da Francesco Arca (@francescoarcaofficial) in data:


L'attore si sa destreggiare bene tra pappe e cambi di pannolini, ormai, anche se ammette che la fatica maggiore la è della mamma:

«Più che “mammo” ho un ruolo di supporto. Mi sveglio di notte se Sole piange – qui si dorme poco, sai? – e cambio i pannolini, cosa che non avevo mai fatto prima. Mi è venuto spontaneo, sapevo di potercela fare. A volte mi viene qualche paturnia notturna, penso che potrei non essere un buon padre, ma passa subito. Il 90 percento lo fa la mamma, ma so che tra un paio d’anni comincia il lavoro educativo importante, quello che vede entrambi i genitori alla pari».

E alla sua Irene - che lo ha reso padre - riserva tantissimi complimenti:

«Ha una luce diversa negli occhi, il viso si trasforma, ha acquisito quella nuova bellezza che ti dà la nascita di un figlio. Le mamme sono le donne più fascinose, esseri speciali».

Infine, assicura che non è vero ciò che si dice, e cioè che un figlio metta in crisi la coppia:

«Al contrario: la coppia riceve benefici dalla nascita di un bambino, ma deve essere coesa e noi lo siamo, ci conosciamo bene, sappiamo come far fronte ai piccoli momenti di crisi».

E rivela anche il loro segreto per continuare ad essere una coppia così solida:

«La complicità: creare un rapporto a due è come costruire un muro di mattoncini. I problemi diventano martellate, forse lo crepano, ma non lo buttano giù».

Come non invidiare, almeno un po', Irene Capuano?

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