Gianni Morandi: "Sono un uomo felice e provo un certo imbarazzo ad ammetterlo"

Il cantante è stato intervistato dal settimanale Oggi.

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Gianni Morandi è stato intervistato da Pierluigi Diaco per il settimanale Oggi. Il popolare cantante bolognese, molto conosciuto anche dai giovanissimi grazie al suo seguitissimo profilo ufficiale Facebook, ha esordito, parlando proprio del suo rapporto con i social network.

Morandi, 71 anni, reduce da un tour con Claudio Baglioni con cui ha girato l'Italia intera, ha dichiarato di non aver mai modificato il proprio modo di comunicare con la gente. Ecco le sue prime dichiarazioni:

Io ho sempre comunicato nello stesso modo: in maniera positiva e sorridente. Oggi sono solo cambiati gli strumenti. Ho sempre cercato di essere me stesso e ora, attraverso la rete, ho scoperto che questa mia normalità la posso condividere con tantissime persone che hanno voglia di entrare in contatto con me. Pubblico cose molte semplici e quotidiane, un po' come fanno tutti. Ho scoperto Facebook quasi per caso, su suggerimento di una mia storica fan che mi ha chiesto di provare e di vedere cosa sarebbe successo se avessi iniziato a pubblicare dei post. Non mi sarei mai aspettato di ricevere così tanta attenzione.

Il cantante, al contrario di quanto si possa pensare, dedica poco tempo a Facebook, facendo sì che quest'ultimo non interferisca troppo nel suo privato:

Il tempo che dedico ai social non è più di un'ora al giorno. Credo di sapere come usare il mezzo senza perdere il contatto con la realtà e senza ledere la mia privacy. Pubblico quello che desidero e vivo il rapporto con la rete come fosse un bel gioco.

Oltre al diario virtuale, Gianni Morandi è solito curare e aggiornare anche un vero e proprio diario fisico:

La differenza è che il mio diario ha una cinquantina d'anni. Lo aggiorno tutte le sere, perché sono abituato a curare le cose a cui tengo fino allo sfinimento. L'ho sempre considerato il mio appuntamento di fine giornata. È un'abitudine che mi ha trasferito mio padre quando ero ancora piccolo: non sono andato a scuola, mi sono fermato alla quinta elementare e mio padre voleva che mi esercitassi con la scrittura e la lettura. Scrivo un po' di tutto, quindi anche molto delle persone che incontro.

Il cantante, quindi, ha parlato di suo padre, ricordandone i valori e la sua improvvisa scomparsa:

Mio padre ce l'ho sempre abbastanza presente. Anche se sono passati molti anni, la sua memoria è viva in me. È morto nel 1971, a 49 anni, era con me in Venezuela e lì se ne è andato per un infarto. In quegli anni giravo molto il mondo. Con Adriano Aragozzini andammo a fare uno spettacolo a Caracas nel giorno di Ferragosto: mio padre non era mai stato in America e non aveva mai preso l'aereo. Aragozzini gli propose di venire con noi, anche perché mio padre all'epoca si occupava molto di me, mi accompagnava anche a fare le serate. A lui sembrava quasi una cosa impossibile attraversare l'Oceano e andare in America, la culla del capitalismo. Lui era un appassionato e convinto militante di sinistra, con una scala di valori solida e radicata. Sta di fatto che io tornai due giorni dopo in Italia perché avevo una serata in Sicilia, mentre Aragozzini e mio padre mi avrebbero raggiunto qualche giorno più avanti: volevano vedere New York prima di ritornare. Purtroppo mi arrivò una telefonata all'improvviso: mio padre era morto di infarto durante la notte.

Per quanto concerne, invece, i valori di Gianni Morandi, Papa Francesco, al momento, è il suo unico punto di riferimento:

Per me oggi esistono solo le parole di Papa Francesco: l'unica persona in cui credo e che seguo. Ai tempi di mio padre c'erano grandi politici, oggi come fai a credere a quello che ti dicono? Mio padre, se si risvegliasse oggi, rimarrebbe molto sorpreso e molto deluso, perché credeva nei valori dell'uguaglianza, della fraternità e della pace. Pensava di lottare per un mondo migliore. Aveva speranza. Mentre oggi invece...

Morandi, infine, molto sinceramente, ha riconosciuto di essere un uomo fortunato e felice, ammettendolo con un pizzico di imbarazzo:

Io non posso permettermi di non averla. Come faccio proprio io a lamentarmi? Anche se ogni tanto non dovessi stare bene, sto comunque meglio della maggior parte delle persone. Sono un uomo molto fortunato e sono consapevole che la vita mi ha regalato molte gioie. A volte penso perfino che siano troppe. Come faccio, con tutta questa fortuna e questi privilegi, a non aver speranza nel futuro? Certo, mi aspetto che prima o poi qualcuno paghi per tanta felicità: se uno sta sempre bene come me, prima o poi credo che arriverà un momento, all'improvviso, in cui ne pagherà il conto. Sono un uomo felice e non nascondo di provare un certo imbarazzo ad ammetterlo.

Foto | © Getty Images

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