Francesca Neri: "Sto vivendo un periodo di riflessione"

L'attrice intervistata da Vanity Fair.

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Francesca Neri torna al cinema con un film da protagonista, Nostri passi dell’esordiente Mirko Pincelli, che l’8 maggio chiuderà il Trento Film Festival dedicato alla cultura e allo spettacolo della montagna. Per l'occasione Vanity Fair l'ha intervistata, e lei non si è risparmiata, raccontando il suo essere mamma, figlia, moglie, ma soprattutto donna.

Sto vivendo un momento di riflessione. Sono trent’anni che vivo in funzione di questo mestiere, che poi in realtà è un modus vivendi perché l’ho sempre fatto con l’anima, e questo ha signicato emotivamente sacrifici, cambiamenti. Oggi è arrivato il tempo di occuparmi di me come persona. Negli anni sono cambiate molte cose in me e adesso sono molto più serena, e non sempre è facile esserlo in questo lavoro.

Così spiega l'attrice, che ama moltissimo il suo lavoro. Ma spiega che spesso con questo mestiere si rischia di perdere di vista le cose importanti:

Sei attrice e quando non reciti ti senti in colpa perché non sei una mamma “regolare”, soprattutto io che sono stata tanto all’estero. Cerchi quindi di recuperare come madre e ti dimentichi della donna. Oggi è diverso. Mi sento donna, moglie, mamma, figlia. Ho bisogno di questa pienezza che finorw non avevo potuto vivere. Le soddisfazioni sul lavoro me le sono prese. E mi sento ancora giovane per vivere. Adesso. È una scoperta, e certo un privilegio. Oggi mi viene naturale rinunciare, in passato forse l’avrei pagata, mentre adesso è una scelta di libertà.

Lei, quindi, ora non vuole più sottrarre del tempo alle persone e alle cose importanti, iniziando da suo figlio Rocco, oggi 17 anni:

Abbiamo un rapporto davvero forte. Adesso sta crescendo, ma fino a qualche tempo fa la nostra vita è stata molto basata sul triangolo, noi tre...

Ma la Neri è anche una figlia:

Mia madre è molto anziana, mio padre l’ho perso l’anno scorso. A 18 anni ero scappata da Trento per andare a Roma e loro hanno subito le mie scelte, pur lasciandomi libera. Da lontano, hanno un po’ sofferto e forse non sempre mi hanno capita, anche perché all’inizio ho fatto scelte estreme.

E della morte del padre dice:

L'ho accompagnato quando se n’è andato, tutto era pacificato. Quando si è spento eravamo soli noi due, io lo accarezzavo, gli tenevo la mano, era sereno. Mi ha lasciato cose meravigliose, ma soprattutto questo senso di serenità. Aveva fatto la guerra ed era scampato alle foibe: ogni giorno per lui era un regalo. In quell’ultimo momento, mentre si congedava, gli ho detto: puoi andare, non ti preoccupare. È stato uno dei momenti più “belli” – mi ca- pisca – della mia vita. Io credo di aver fatto i miei primi anni di analisi per prepararmi alla morte di mio padre, una figura talmente positiva che per me era infallibile. Alla fine, mi sono trovata pronta...

Infine, una battuta sul rapporto ventennale con il marito Claudio Amendola, per il quale lei ha 'rallentato' con il lavoro:

Ho fatto un passo indietro. Altrimenti non avrei potuto avere un rapporto così forte e duraturo, che è la cosa più importante. Sono felice di appoggiarlo e di stargli accanto, ho piacere nell'avvantaggiare lui, nel vedere che ha successo. A trent'anni non l'avrei pensata così.

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