Loredana Bertè ha aperto la puntata di Domenica In con un’intervista onesta a Paola Perego nella quale ha toccato alcuni dei punti chiave della sua vita, raccontata con pochi filtri nel libro “Traslocando” e arrivata anche nel suo ultimo disco “Amici non ne ho, ma amiche sì“. Sembra proprio che questa fase della sua vita la veda più tranquilla e consapevole, ma in fondo confessa di essere sempre in trincea.

“La mia valvola di sfogo è la musica, la depressione mi viene quando torno in casa, dove non c’è nessuno che mi aspetta, neanche un cane. E allora mi torna indietro tutta l’adrenalina di due ore e mezza di gente che mi sta intorno”

dice Loredana, facendo evidentemente riferimento alla sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi.

Nel suo libro ha svelato tanti passaggi duri della sua infanzia. “Il capitolo sulla famiglia è il più duro. Perché?” le chiede la Perego:

“Perché è andata così. Io e Mimì ci trovavamo spaesate in questo nucleo di gente al quale non appartenevamo. Ci facevamo forza. E anche il nostro cane ci aiutava tanto. Si chiamava Clito. Era lui a venirmi a prendere a scuola quando avevo cinque anni”.

Quando si riferisce ai suoi non li nomina mai:

“Papà e mamma non sono abituata a dirlo. Però una famiglia, se non l’hai mai avuta, non ti manca”.

Una vera famiglia non l’ha avuta neanche con Bjorn Borg, tennista svedese leggenda degli anni ’80 che sposò nel 1989 e dal quale divorziò nel 1992:

“Io mi sono trasferita in Svezia perché volevo dei figli. Ma da cretina io prendevo la pillola, perché pensavo che un figlio lo si dovesse fare insieme. Dopo 4 anni di matrimonio, 6 di fidanzamento, gli chiesi cosa mi ero trasferita a fare. La mamma mi rispose che di figli non se ne parlava proprio, perché dovevano avere sangue svedese. Se l’avessi saputo prima…”

dice la cantante che non racconta esplicitamente, come fatto nel libro, la sua dipendenza dalla cocaina negli anni del matrimonio con Borg, ma vi allude quando racconta che in quel periodo

“pensavo di essere sempre a Brescia e invece stavamo girando il mondo…”.

Come a dire, la lucidità non era il suo punto forte.

Ma il pensiero corre sempre alla sorella Mia Martini, l’indimenticabile Mimì, trovata senza vita nel suo appartamento due giorni dopo la sua morte, avvenuta il 12 maggio 1995

“Io sono molto arrabbiata con la vita e non ci farò mai pace. Mi ha dato tanto professionalmente? Mi ha tolto troppo. I mariti li cambi, le sorelle le dai sempre per scontate. Io non mi perdono ancora di non averle detto per l’ultima volta ‘Ti voglio bene’. Per me Mimì è stata una grandissima sorella”

ribadisce Loredana, che ricorda sempre con dolore aver detto no a un cellulare e non si perdona di non aver risposto al telefono quella notte di venerdì 12 maggio:

“Cosa mi rimprovero? Di non aver accettato quel cellulare che lei voleva regalarmi. ‘Dai, non si può mai sapere’, mi diceva, ma io nulla. A casa avevo un telefono/fax che mi aveva regalato Fabrizio De André… era uno di quei telefoni commutabili, che se premevi un tastino era telefono, se ne premevi un altro era fax. Lei chiamò per tutta la notte quel venerdì. Io non risposi. La trovarono la domenica…”.

Una colpa che non si perdonerà mai. Ma ora ce l’ha un cellulare?

“No. Dopo aver perso la telefonata della vita.. che mi interessa comprare in cellulare”.

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