Backstreet Boys, Nick Carter condannato a 25 ore di lavori socialmente utili

Evitato il processo, ma la pop-star americana dovrà comunque saldare il conto con la giustizia

Nick Carter, il biondino della boy band anni ’90 Backstreet Boys, è stato condannato a 25 ore di lavori socialmente utili.

Lunedì il cantante 35enne sarebbe dovuto comparire davanti al tribunale di Kay West, in Florida, per rispondere della rissa scatenata lo scorso gennaio in un bar della zona.

I legali della pop-star sono però riusciti ad evitare il processo, offrendo al pubblico ministero che si occupava del caso un accordo: fare cadere l’accusa di aggressione, perpetrata per mano di Carter nei confronti di un componente della security del locale in questione, in cambio di una manciata di ore di lavori socialmente utili e il pagamento di 300 dollari di spese processuali.

Carter, che presto diventerà padre per la prima volta, ha così evitato di finire davanti ad un giudice, ma per i prossimi sei mesi farà bene a tenersi alla larga dei guai per evitare ulteriori beghe legali. Curiosamente, nonostante il cantante fosse ubriaco al momento della zuffa, la corte non ha imposto al celebre imputato di astenersi dal consumare alcolici.

Pochi giorni dopo l’arresto, Carter aveva pubblicamente offerto le proprie scuse per lo scatto d’ira.

Sono umano e a volte è difficile trovare uno stile di vita bilanciato. Non sono perfetto e per questo mi dispiace.

Una foto pubblicata da Nick Carter (@nickcarter) in data:

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