Flavio Insinna: “A 16 anni sono passato da secchione a deejay”

Flavio Insinna ha smesso di studiare a 16 anni e si è dato alla musica disco: lo ha rivelato a Reputescion su La3

Flavio Insinna ha aperto il suo cuore (d’oro). Ospite del programma Reputescion, l’attore e conduttore ha rivelato quali sono i personaggi dello spettacolo a cui è più legato in termini affettivi:

“Sono tutte persone speciali,hanno questo talento infinito che non ti fanno pesare. Io sono riuscito a recitare con tutti e tre perché loro ti accolgono, non ti respingono. Con Diego Abatantuono siamo amici, anche se vederlo arrivare è un’emozione ogni volta… Frassica è un amico leale, è una persona che se bussi lui apre. Proietti è il mio maestro, non riuscirò mai ad abbracciarlo come vorrebbe lui perché per me sarà sempre il mio maestro”.

A questo punto Insinna ha confessato la sua gratitudine a un Maestro speciale:

“Questo è un Paese che fa fatica a rispettare i maestri, anche con la Buona scuola li rispetta poco. La mia famiglia mi ha insegnato il valore del rispetto. Io ancora vedo a cena il Preside del mio liceo, che per certi versi mi ha salvato la vita quand’ero birichino. Io a 16 anni, dopo una carriera gloriosa in cui tutti pensavano che sarei diventato Premio Nobel per la letteratura, mollo il greco e il latino e mi metto a fare il deejay. Mio padre voleva andare in convento, mia madre cerca di mediare. Io non studio più, mi dedico solo alla discoteca e questo Preside mi dà la possibilità di ritornare a studiare recuperando, notte e giorno, io mi diplomo faticosamente e dopo il servizio militare riscopro grazie a lui il gusto per la Poesia, capisco che l’Iliade e l’Odissea sono meravigliosi tesori e mi innamoro tantissimo di questo mestiere. Io per gli insegnanti ho grande rispetto”.

Insinna ha confessato un’altra passione che, da un po’ di tempo a questa parte, ha particolarmente a cuore:

“Da qualche tempo faccio immersioni, avevo sempre amato il mare ma mai da sotto. Ho fatto riflessioni profondissime. Sott’acqua non ci sono le inclinazioni sessuali. Con i gesti ti chiedo se hai ancora l’aria, se ti finisce o mi finisce l’altro tubo è gratis. Non mi devi intestare casa. Non ti chiedo l’ipoteca sulla vita. Se tu sei capace di andare solo sino ai 18 metri e noi siamo più bravi parametriamo la discesa sul più debole. Se dopo un minuto non ci siamo tutti, dopo un minuto di ricerca, si deve riemergere per cercarsi ancora. Sott’acqua le persone si aspettano, si cercano, si aiutano gratis. Non ci sono frontiere né dogane. Io vorrei portare tutti sott’acqua, vivere ad Atlantide. Sopra ci sono i fili spinati”.

Da qui alla riflessione sulla sua condizione da privilegiato il passo è stato breve:

“Io me ne dovrei fregare perché tanto c’è tutto. Tranne papà c’ho tutto. Perché io a Telethon scendo col mio cellulare? Ho dovuto postare la foto col mio telefono per quelli che dicevano che non votavo. Scendi perché non può essere il Paese dell’Armiamoci e partite. Armiamoci e partiamo! E’ un Paese che io soffro a vederlo così, perché c’è tantissima gente che non riesce a fare rumore facendo le cose buone, schiacciate dal rumore delle cose cattive. C’avevamo di bello la sanità e tagliamo solo quello? Mio padre, da medico in pensione, l’ho trovato a bar che riceveva i vecchietti del quartiere prescrivendo ancora la medicina o dando consigli. Oggi non mi fermano nel quartiere per quello che faccio io, ma per quello che ha fatto mio padre. Oggi ci vorrebbe Gino Strada ministro della salute. Noi tramutiamo la sanità nella più grande macchina d’affari e non riusciamo a curarci tutti quanti nel 2016”.

#InsinnaforPresident, come l’hashtag che gira sui social da quando ha donato la sua barca a Medici senza frontiere.

I Video di Gossip Blog