Era il non troppo lontano 2011 quando Marco Meloni, all’interno di Uomini e Donne, scelse la corteggiatrice Ludovica Chieffo. A cinque anni di distanza, al settimanale Di Più, in edicola questa settimana, l’ex tronista della trasmissione di Maria De Filippi è single e non si è più innamorato:

L’amore durò il tempo di una estate. Anche se fisicamente ci piacevamo molto, tra noi non scoccò mai la scintilla dell’amore. Alla fine dell’estate del 2011, ognuno aveva già preso la sua strada. Senza rancori. Dopo di lei, non mi sono più innamorato. Ma ci sentiamo ancora: oggi Ludovica è una disc jockey famosa in tutto il mondo. Anche io, nel tempo libero che mi lascia il lavoro in banca, sono riuscito ad incidere tre brani da discoteca e un quarto è in arrivo in primavera.

L’ex protagonista del talk show dei sentimenti di Canale 5 è tornato alla vita di tutti i giorni una volta che si sono spente le luci della ribalta:

Oggi, sono solo Marco Meloni, impiegato di banca. Il personaggio del tronista è chiuso nel cassetto dei ricordi. Anche se mi ha lasciato molto, perchè diventare tronista fu davvero terapeutico: mi diede tanta fiducia in me stesso, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, specialmente con le donne. Non posso negarle che qualche soldo riuscii a metterlo da parte, ma non pensi a cifre strabilianti. Dopo Uomini & Donne, quando tornai qui in Sardegna, ripresi subito a lavorare in banca. Mi resi subito conto che dovermi alzare presto la mattina e avere a che fare tutti i giorni con i colleghi e con i clienti era uno stile di vita lontanissimo e inconciliabile con quello del tronista. Decisi di fare due sole serate al mese e solo nei fine settimana. I soldi che misi da parte li spesi quasi tutti per comprarmi una potente automobile tedesca, una Bmw bianca che ora non c’è più.

Meloni si è salvato da un brutto incidente stradale grazie ad un angelo custode molto speciale:

Purtroppo durante un viaggio con alcuni amici, mi è scoppiata una gomma. In un attimo ho perso il controllo: anche se giravo il volante non andavo nè a sinistra nè a destra. La macchina rimbalzava da una barriera stradale all’altra, a sinistra e a destra. Quando ha smesso di muoversi, era un ammasso di lamiere. Per miracolo, ne sono uscito vivo, così come ne sono usciti vivi gli amici che avevo a bordo. Da Lassù, qualcuno ha voluto proteggermi, ha voluto che non succedesse niente. E io so chi è stato. E’ stato mio padre: da Lassù mi guarda sempre e io lo sento vicino. Quando avevo ventidue anni, i medici gli comunicarono che avrebbe dovuto combattere contro un brutto male. Da quando se ne è andato, lo sento al mio fianco.

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