Intervistato da Daniela Mastromattei su Libero, Emanuele Filiberto di Savoia è tornato a parlate del proprio passato, del presente e del futuro professionale che lo attende. Il figlio di Vittorio Emanuele e di Marina Ricolfi Doria, nonché nipote dell’ultimo re d’Italia, Umberto II di Savoia, ha oggi 43 anni, una moglie (Clotilde Courau) e due figli (Vittoria di Savoia e Luisa di Savoia), ma anche un passato tutt’altro che ‘semplice’. Perché vivere da esiliato, soprattutto da bimbi, non è facile.

‘Ero un bambino molto chiuso, ho fatto anni di psicoterapia che mi ha aiutato e continua ad aiutarmi molto. Non ho avuto l’infanzia dei miei amici, loro potevano andare a scuola in bicicletta, mentre io venivo accompagnato con una macchina blindata’.

Poi, nel 2002, il ritorno in Italia e le prime apparizioni televisive grazie a Quelli che di Fabio Fazio, che l’ha di fatto sdoganato come volto da piccolo schermo.

‘Sentivo la necessità di farmi conoscere dagli italiani, è stata una sorta di promozione di me stesso, volevo mostrare ai miei concittadini come sono realmente. Ma ora basta. Ho lasciato il davanti del piccolo schermo per stare dietro al grande schermo. Sono scappato dalla televisione perché è solo fumo, anche se mi sono divertito molto. Ma a 43 anni sento che la vita è altro. L’ho capito un po’ tardi, forse. Ho creato da poco una società di produzione che sta lavorando su due grandi progetti: il prossimo film d’animazione di Sylvain Chomet e un documentario su Federico Fellini. Hanno accettato di parlare di lui i più grandi registi di oggi, Woody Allen, Martin Scorsese, Roman Polansky, Oliver Stone, Wes Anderson. E metterò il mio stemma personale sulle eccellenze italiane per salvare le piccole e medie imprese’.

Dalla tv al cinema il passo è stato breve, per Emanuele Filiberto di Savoia, ora come ora quasi padre di famiglia a tempo pieno.

‘Abbiamo solo una donna che ci aiuta 4 ore al giorno. Io porto le bambine a scuola e le aiuto a fare i compiti, cucino, amo molto prendermi cura di loro. Io e mia moglie siamo una coppia moderna, pensi che lei contribuisce anche alle spese di casa’.

Ed è qui che subentra la moglie Clotilde, così conquistata…

‘Con l’umorismo. All’inizio non mi filava. Due giorni dopo il primo incontro le ho mandato un mazzo di rose a Parigi, con scritto “mi manchi”. Lei trovò il modo di contattarmi per dirmi: “Come puoi scrivere che ti manco se non mi conosci? E a me le rose non piacciono”. Così le ho regalato un cactus. E ci siamo fidanzati. Dopo poco lei è rimasta incinta. Comunicarlo ai miei genitori è stata una delle cose più difficili. Sono rimasti di stucco, non se l’aspettavano. Abbiamo scelto di sposarci a Roma, nella Basilica dove si era sposato Vittorio Emanuele III’.

Immancabile, infine, l’accenno sulle proprie condizioni di salute, un paio d’anni fa rese precarie da un inatteso tumore.

‘Avevo perso la voce. Mia moglie mi ha spinto a fare una una visita medica e ho scoperto di avere un tumore al setto nasale. Operato una volta, si è poi riformato, ho subito un nuovo intervento e ora sono costretto a continui controlli, ma sto bene. La prevenzione è fondamentale. Sono fortunato ho due bambine sane, non tutti hanno la mia stessa sorte’.

Ed ora, terzo figlio in arrivo?

‘Sono contento così, ma mai dire mai. Vorrei vedermi presto nonno, sono stanco di fare il papà, troppe responsabilità. Non vedo l’ora di andare in pensione per avere più tempo per me e viaggiare alla scoperta di Paesi lontani’.

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