Negli ultimi giorni travolto dalle polemiche per i suoi ‘attacchi’ al cinema di Pier Paolo Pasolini, Gabriele Muccino è stato querelato da Carla Vangelista, come scritto tempo fa, per le parole da lui pronunciate sempre su Facebook e Twitter nei confronti della scrittrice. Il regista romano, infatti, definì la donna “senza talento” nel lontano 2013, accusandola di aver ‘plasmato’ il fratello Silvio, tanto da renderlo ‘irriconoscibile’. Rovinandogli la vita.

Un duro attacco che finì in tribunale e che ora vede la Vangelista chiedere a Muccino senior ben 300.000 euro di risarcimento. A due settimane dal via del processo che vedrà Gabriele imputato, il legale della scrittrice, l’avvocato Daniele Bocciolini, ha di fatto quantificato la cifra che il regista potrebbe dover sborsare per alleggerire il danno causato alla donna. 150.000 euro per danno patrimoniale e 150.000 euro per danno morale. Silvio farà da testimone per la parte offesa, alimentando così ancor di più la telenovela famigliare che da anni vede i due fratelli l’uno contro l’altro.


‘Carla Vangelista, improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento e (opinione personale) la vita di un promettentissimo ragazzo’.

Questo uno dei cinguettii pubblicati da Gabriele ed ora pronti a finire sul banco degli imputati, per una storia che anno dopo anno si aggiorna con inediti e rissosi capitoli. Nel giugno del 2013, ovvero poco dopo esser stato querelato dalla Vangelista, Muccino replicò su Facebook ‘a modo suo’, alimentando ancor di più il fuoco del distacco con queste parole:


‘Pensiero per Carla Vangelista,
In pochissimi sanno di chi stia per andare a parlare. Ma poco importa. Si tratta di una ex adattatrice dialoghi, improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento e (opinione personale) la vita di un promettentissimo ragazzo e attore dall’altrettanto promettente futuro a cui ero (sono ancora) profondamente legato nonostante non lo veda ne lo senta troppi anni. E certo non per mia scelta. Anzi. La signora in questione mi ha querelato per averla definita scrittrice senza talento. Se fosse una vera artista saprebbe che questa è la vita degli artisti: venir criticati. Una querela penale per motivi così ridicoli fa male solo a chi la conduce, a chi la escogita senza alcun senso del limite, per vendicarsi di quell’arte che evidentemente proprio così dimostra di non avere. Se io dovessi querelare tutti i critici, i bloggers ecc che hanno scritto cose terribili (forse a ragione qualche volta, chissà), su di me, sul mio talento, o altro, sarei solo un patetico pagliaccio infantile e certamente prova vivente della mia assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’arte. Lo dico per te, Signora Carla. La mia opinione resterà la stessa nei tuoi confronti ma la tua reazione in una sede penale, scomodare un PM per il tuo ego ferito, è cosa meschina e rideranno di te ancora di più appena volterai le spalle…la giustizia in Italia ha ben altro di cui occuparsi. Il tuo è un comportamento piccolo, mediocre, o forse semplicemente il riflesso limpido di chi sei. Evitati questa ulteriore squallida figura. Lo dico non per te, ma per non trascinare con te quel ragazzo a cui tengo ancora moltissimo e che ti segue da anni senza più sapere dove sia finito e come. Chiudo qui questa dolorosa parentesi che mi auguro la Signora C. abbia il buon senso di non riaprire in un’aula di un tribunale con l’avallo silente di mio fratello che renderebbe tutto esponenzialmente più sgradevole. Ho detto tutto, anzi ho detto certamente troppo. Ho amato e amo mio fratello come il giorno in cui lo vidi nascere e come amo i miei figli, anche se per sua assoluta richiesta, senza ci sia stata mai una lite, un diverbio, nulla, ha interrotto i rapporti con chiunque amico avesse un tempo, con qualunque familiare e persona di mia conoscenza. Non lo vedo da 8 anni. Domani sarà un altro giorno. Il vento porterà aria nuova e io giocherò con mia figlia. Amatevi. E’ la cosa più bella che mi viene da dire’.

Quegli otto anni di lontananza da Silvio sono nel frattempo diventati 10, mentre l’appello ad avere un minimo di ‘buonsenso’ da parte della Vangelista, appare evidente, è decisamente caduto nel vuoto. Perché tra poche settimane sarà un giudice a metter bocca sull’intera vicenda. Con i due Muccino l’uno contro l’altro.

Fonte: LaRepubblica

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