Monica Bellucci ha presenziato all’edizione 2015 della Festa del Cinema di Roma per presentare il suo ultimo film, Ville-Marie, in attesa di vederla all’opera nell’ultimo capitolo della saga di James Bond, Spectre, in uscita nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 5 novembre.

L’attrice di Città di Castello, 51 anni, è stata intervistata da La Repubblica e ha esordito, facendo un parallelo tra se stessa e il personaggio che ha interpretato per Ville-Marie:

In questo film interpreto una donna che usa il suo essere diva come una maschera. Ma, da madre, di fronte a un incidente, è costretta a toccare la realtà, spogliarsi della corazza e mostrarsi al figlio senza maschere. Le difficoltà di questo ruolo sono state mettere insieme l’attrice che fa sognare, la donna che tocca la realtà rischiosa della vita e la madre che deve imparare a chiedere scusa. Io lo faccio con le mie figlie. E dico sempre loro “dovete prendere la parte migliore di vostro padre e vostra madre e buttare via quello che non vi piace”.

A sorpresa, la Bellucci descrive se stessa come una donna schiva:

Per me fare l’attrice è un momento di esposizione. Sono schiva, ho bisogno di stare nell’ombra per ricaricarmi. Il mio lavoro mi porta a espormi.

La diva per eccellenza di casa nostra dimostra di aver un buon rapporto sia con la propria bellezza che con il tempo che passa:

La bellezza non è un merito ma un regalo di cui bisogna essere grati. Non stanca perché tanto poi se ne va. Va sostituita con la bellezza interiore. Io adoravo le mie nonne e ho imparato presto che la vecchiaia non esiste. E che l’età sa regalarti un modo nuovo di guardare alla vita. Se vuoi restare sempre ventenne hai bisogno di uno psicologo.

L’attrice, quindi, è molto più contenta di aver ottenuto un ruolo in 007 adesso che ha cinquant’anni piuttosto che trent’anni fa:

Se avessi fatto la Bond Girl trent’anni fa sarebbe stato ovvio. Oggi invece è speciale, mi hanno chiamato in Spectre per interpretare una donna della mia età, piena di segreti e problemi irrisolti. E questa è una novità. Forse c’è un modo nuovo di guardare le attrici e le donne.

Sul significato di star, la Bellucci ha una teoria tutta propria:

Lo star sono le mie figlie, tutti i bambini. Star significa stella luminosa. In Francia le attrici sono chiamate mademoiselle per sempre: significa che sono bambine che non crescono mai. In questo senso sì, sono una diva, una bambina che non cresce mai. Un’attrice è un’anima, non un corpo. Il corpo serve solo come tramite per rappresentare al cinema l’anima, che non ha età.

Restando sulle proprie figlie, Deva e Leonie, avute dall’ex marito Vincent Cassel, infine, Monica Bellucci ha svelato un altro dettaglio inedito del loro rapporto:

Per le mie figlie, sono la mamma e basta. Spero che avranno cose migliori da fare nella vita che vedere i miei film. E che mi avranno accanto in carne ed ossa. Noi donne oggi abbiamo una vita lunga. Cinquant’anni sono solo la metà: dico sempre così alle mie figlie per rassicurarle sul fatto che non hanno una madre vecchia.

Foto | © Getty Images

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