Hulk Hogan è tornato a parlare in pubblico per la prima volta dopo lo scandalo suscitato dalle espressioni razziste usate nel sex tape di cui è protagonista. Nel video, diffuso originariamente in Rete nel 2012, la star del wrestling esprime disgusto di fronte al solo pensiero che la figlia Brooke possa avere una relazione con un uomo afro-americano. Nel riferirsi alla minoranza nera, Hogan usa il termine denigratorio n#ggers, traducibile in italiano con “negri“.

Intervistato dal programma televisivo Good Morning America, il 62enne americano è ritornato sull’accaduto, cercando di rimediare ad un danno d’immagine che potrebbe costargli la carriera (la WWE, la potente associazione che disciplina il wrestling, ha troncato i rapporti con la star in seguito allo scoppio dello scandalo). Hogan, al secolo Terry Gene Bollea, ha definito il periodo in cui è stato girato il filmato “il peggiore della mia vita”. “Volevo uccidermi”, ha spiegato. “Ma non sono razzista”.

Hogan ha cercato di giustificarsi tirando in ballo la sua infanzia in un quartiere disagiato di Tampa, in Florida, nel sud degli Stati Uniti.

Non avrei mai dovuto dire quello che ho detto. Ho sbagliato e ne sono imbarazzato. Le persone devono capire che talvolta si ereditano cose dall’ambiente che ti circonda. A Tampa, dove sono cresciuto, vivevo in un quartiere difficile, con molta povertà. I miei amici usavamo quella parola per salutarci. La usavamo come niente fosse.

“Per favore, perdonatemi”, ha poi dichiarato concludendo la sua supplica. “Sono un tipo a posto, un uomo normale”. A parte le bandane, s’intende.

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