Selvaggia Lucarelli: "Don Mazzi? Tra un po' nei suoi centri più vip che a Pomeriggio 5"

La giornalista critica con il prete che vorrebbe accogliere anche Martina Levato.

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Da giorni tra tv, siti e giornali non si parla d'altro: la vicenda di Martina Levato che insieme al compagno Alexander Boettcher sfigurò l'ex fidanzato Pietro Barbini, 22 anni con l'acido(reato che è costato loro una condanna a 14 anni di carcere). Ma non si torna a parlare di loro per l'orrore commesso (sono stati ribattezzati macabramente "Coppia dell'acido"), bensì del bambino nato a Ferragosto dalla loro unione. Mentre infuria il dibattito intorno all'opportunità o meno di farle allevare il bambino, quasi come un colpo di scena da soap opera dalla coppia arriva in questi giorni una richiesta particolare: vogliono scontare la pena da Don Mazzi con il bambino.

E il prete non ha tardato a rispondere all'appello della madre, dando la sua disponibilità, così come ha fatto con Fabrizio Corona. A La Stampa ha dichiarato:


    "Porte aperte anche a lei sì. Quella di Martina non è nemmeno la storia peggiore che mi sia capitata. Io credo che il recupero di questa ragazza insieme a suo figlio deve avvenire in una struttura normale che non sia il carcere. Martina è una ragazza fragile. Non è una bestia come è stata dipinta anche in questi giorni sui giornali, che d' estate non sanno mai cosa scrivere. È una donna innamorata e quell' amore l' ha stravolta. A me la cosa che preoccupa di più è l' infatuazione che ha ancora per Alex. Martina va liberata. Anche la peggiore delle madri, deve stare con suo figlio. Io spero che Martina capisca il male che ha fatto. Ma soprattutto per amore del bambino non si può separarli"

Non è riuscita a tenere a freno la penna Selvaggia Lucarelli che, dalle pagine del Fatto Quotidiano, si è scagliata contro il prete "toccandola piano" come si suol dire:

Bisognerebbe rivedere il codice penale e sancire un inasprimento della pena nel caso in cui don Antonio Mazzi si offra di ospitare qualcuno in comunità. Solo così, forse, si riuscirebbe ad arginare la progressiva e insopportabile barbaradursizzazione del prete più famoso d' Italia, il quale ormai ha a cuore solo i casi umani con almeno due aperture di Studio Aperto in curriculum. L' ultima pecorella che sarebbe generosamente pronto a ospitare nel suo ovile è la povera Martina Levato, naturalmente in compagnia del suo piccolo Achille, perché non sia mai che qualcuno voglia privare il neonato dell' imperdibile opportunità di essere allevato da una mamma che, nella borsetta, per nulla al mondo dimenticherebbe latte e acido muriatico in polvere. Don Mazzi è la nuova Montessori, ma con più talento per il marketing. Fiuta il caso mediatico e invoca la pietà. Sostituisce le faccette della D’Urso con la faccia finto burbera da prete zotico e apre le porte del suo centro Exodus ai soggetti più indifendibili in circolazione. Tra un po’nei suoi centri ci saranno più vip che a Pomeriggio 5. Negli anni, sono passati dalle sue parti Lele Mora, puntualmente fotografato mentre faceva del giardinaggio espiatorio e Fabrizio Corona, puntualmente fotografato mentre fa del culturismo espiatorio.

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E la chiosa della giornalista e blogger è ancor più sarcastica:

Io, nel frattempo, sono dell’idea che sia ora di affidare lui a una comunità. Un anno senza giornali e senza tv e magari il buon prete torna a occuparsi di quelli che non campano sotto la luce dei riflettori, ma sotto quella di qualche neon nelle carceri vere, quelle senza sconti vip.

La replica di Lele Mora

Lele Mora, ex agente dei vip, anch'egli ospite di una delle comunità di Don Mazzi ha replicato alla Lucarelli con una lettera a Dagospia:


    Cara Selvaggia,
    sì, io vado da Don Mazzi da 30 anni. Sono un suo caro amico e non sono certo andato da lui per frequentare il salotto della Signora D’Urso. Ti credevo diversa, Selvaggia. E non pensavo potessi arrivare ad attaccarmi con menzogne inutili, scrivendo un articolo del genere su un sacerdote che ha speso tutta la sua vita per i più bisognosi. Don Mazzi è un grande esempio da seguire, non da criticare. Non ha mai operato alla ricerca né di notorietà né di tornaconti personali.
    Scusa il mio sfogo, cara Selvaggia, ma ormai io mi occupo solo di attività sociali e da cinque anni evito i salotti televisivi, nonostante mi arrivino inviti da più parti.
    Spero di aver l’opportunità di confrontarmi personalmente con te, magari davanti a un caffè. La mia vita è davvero cambiata e non faccio più l'agente di spettacolo. Sono affidato a mio figlio presso la cui attività svolgo semplici mansioni da stagista. Il mio vivere quotidiano è ormai orientato dalle prescrizioni del magistrato di sorveglianza e del tribunale di Milano.
    Con stima, Lele Mora.
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