Fedez: "Non ho profili social privati, vivo per quello che faccio"

Fedez non ha bisogno di un profilo social privato... perché non ha un privato: lo ha ammesso in un'intervista a Panorama

fedez j-ax

Fedez è stato eletto testimonial della look-down generation, ovvero la generazione che secondo il Times ha perso la capacità di comunicare guardandosi negli occhi. Insieme al fido socio J-ax, il giudice più tatuato della tv si dichiara "felice e connesso", visto che il suo rapporto con lo smartphone e i social network è intenso e continuo.

Una dipendenza la sua? Non proprio. A detta del cantante, i social sono il più grande strumento di libertà dei nostri tempi:

"A differenza della prima Repubblica delle dipendenze, dove venivi imboccato soltanto dalla televisione, nell'era della look-down generation i fruitore è fautore della propria dipendenza: sceglie le notizie, decide che cosa leggera o in quale social immergersi. Certo, se portato all'estremo, tutto può diventare patologico, ansiogeno e disumanizzante. Anche lo sport può potenzialmente diventare un'ossessione. C'è chi si fa di steroidi... Cambiando completamente scenario, mi pare molto più preoccupante chi delega senza remore a un tablet l'intrattenmento di bambini anche molto piccoli".

Fedez aggiunge, poi, di non percepire alcuna invadenza sulla sua vita privata, visto che non ha bisogno di averne una:


"Non ho una dimensione privata social: non ne sento l'esigenza, nel senso che non ho un privato, vivo per quello che faccio. Esisto su Facebook per ragioni di marketing, per coesione con il pubblico e per difendermi da campagne denigratorie. Mi libero dallo schermo quando vedo all'estero e tendo a non guardare assolutamente nulla. Non essere fagocitati dal mezzo dipende dal singolo. Se uno smartphone possiede la nostra vita, allora c'è un problema: è il sopravvento della macchina sull'uomo".

Fedez rules.

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