Maria Grazia Cucinotta, polemiche per una frase su rom e profughi

La frase dell'attrice ha sollevato un vespaio.

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Chissà se Maria Grazia Cucinotta, attrice siciliana che incarna in pieno lo spirito della bellezza mediterranea, si aspettava di sollevare un vero e proprio vespaio di polemiche e critiche. Perché così in effetti è stato e il tutto grazie ad una frase.

'Che frase?' vi starete chiedendo.. Una frase scritta dall'attrice il 26 giugno scorso sul Corriere sociale, sezione del Corriere della Sera dedicata ai temi del volontariato e del Terzo Settore e sul quale ha una rubrica di posta al femminile. La frase è la seguente:

Ciao Elisabetta, sono tante le storie come la tua. Donne costrette a subire perché lo Stato non le sostiene e come dici tu, non sanno come mantenersi e dove andare. Sento tutti i giorni finanziamenti verso rom e profughi, ma non sarebbe più giusto pensare prima ai bisogni di donne, come Elisabetta, che pur volendo fuggire alla violenza si ritrovano da sole?

La dichiarazione era in risposta ad una lettrice che si confidava circa la volontà di separarsi dal marito, ma anche delle difficoltà di affrontare le conseguenze di questo gesto. Ma il riferimento a rom e immigrati ha indignato l'Osservatorio sul razzismo in Italia che, dalla propria pagina Facebook, ha così apostrofato la frase della Cucinotta:

Maria Grazia Cucinotta ha una rubrica su Corriere Sociale del Corriere della Sera.Sul numero di oggi, in una pagina...

Posted by Osservatorio sul Razzismo in Italia on Venerdì 26 giugno 2015

Maria Grazia Cucinotta ha una rubrica su Corriere Sociale del Corriere della Sera.
Sul numero di oggi, in una pagina intitolata "Insegnamo il rispetto nelle scuole", viene pubblicata una lettera di una madre, Elisabetta, che racconta come dopo 25 anni si è lasicata con il marito e di come i due figli siano partiti per il Nord per studiare. La lettera finisce con la donna che dice che vuole riprendersi la sua vita ma non ha un lavoro e dice "senza lavoro non c'è dignità, È questo il vero problema di tante donne. Cosa potrei fare?".
L'attrice e regista a questo punto non trova nulla di meglio da dire che non capisce come mai sente spesso parlare di finanziamenti dati a rom o profughi, mentre sarebbe più giusto pensare prima ai bisogni di donne come la madre.
Ecco, fare la scala del "più giusto", di chi è più sfigato, chi merita essere aiutato e chi no. È qualcosa di disgustoso.
A questo si aggiunga che i soldi per i profughi non sono dati dallo Stato Italiano ma dall'Europa, e quindi non sarebbero spendibili per il caso citato e che tra i rom, che in maggioranza sono italiani o comunitari e hanno quindi gli stessi diritti di Elisabetta, vi sono tante donne che si trovano esattamente nella stessa situazione.
Forse è bene che di immigrazione ne parli chi abbia una minima conoscenza del tema e non solo chi opina per "sentito dire".

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