In occasione della Festa della mamma arriva anche un messaggio ricco di significato di Ambra Angiolini, che oltre ad essere attrice è mamma felice di due figli, Jolanda e Leonardo. Una lunga lettera per Io Donna in cui Ambra si rivolge alle altre mamme e racconta anche la sua consapevolezza, raggiunta prestissimo, di voler mettere al mondo dei figli:

“Quale lavoro vuoi fare da grande?”. E io risposi: “L’ostetrica, la ballerina, il medico della mutua oppure la mamma». Quell’oppure non era per dire che, di ripiego, se non fossi riuscita a diventare altro avrei fatto la mamma, ma proprio per affermare che io a sette anni avevo già capito tutto. Diventare madre era una professione; la più ambiziosa, complicata, totalizzante, artistica e circense che avrei mai potuto scegliere”.

Questo il ricordo conservato nel cuore, che mai l’ha abbandonata. Sua madre è stata il suo esempio, e da lei ha imparato tutto ciò che una brava mamma dovrebbe fare:

Penso d’aver fatto molti anni d’apprendistato al fianco di mia madre. Prima come stagista, poi come collaboratrice a tempo indeterminato (cosa assai rara negli altri mestieri), assistente personale e infine neomamma. Le stavo molto vicino e cercavo di non perdermi nulla del suo essere, ai miei occhi, bella e inquietante al contempo. Ci alzavamo molto presto. Io perché dovevo andare a scuola e lei perché… io dovevo andare a scuola! Riflettevo molto spesso sulle scelte che faceva, magari in maniera un po’ azzardata, pensando di non essere sicura di riuscire a prenderle anche io, una volta raggiunta la tanto ambita professione. Puliva tutta la casa dopo essere stata al lavoro, lavava me (cambiando detergenti!) e cercava di risolvere gli intrighi internazionali dei miei fratelli maggiori.

E finalmente, nel 2004 e poi nel 2006, il suo sogno è diventato realtà:

Sono passati anni da allora e alla fine ce l’ho fatta: sono una MAMMA. Voglio specificare però che questa condizione dell’essere non c’entra con l’avere avuto i figli. Io ero madre anche prima di esserlo, mentre da ragazza stavo accanto alla mia già allora collega, bellissima e bionda, mentre sceglievo di accudire e di interessarmi agli esseri umani e a quella vita che scorre “sottopelle” senza mostrarsi al di fuori, ma capace di veri prodigi di bellezza.

Per l’occasione della Festa della mamma, poi, ecco arrivare il suo pensiero:

Il 10 maggio è la nostra festa (una sorta di 1° maggio di questa professione). La festa delle donne coraggiose che hanno scelto di accudire, proteggere e guardare le spalle senza mai farne sentire il peso. La donna della mia vita, il mio “capo”, si chiama Doriana e in questo mestiere lei ci è riuscita – io ci sto lavorando. A proposito, mentre scrivo quest’ultima frase sono le quattro del pomeriggio: suona la campanella della scuola elementare, è finita la mia pausa, si torna a lavoro.

Un lavoro che adora e che ha sempre voluto fare, riuscendoci.

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