Britney Spears, classe 1981. Una ragazza di soli 26 anni che ha già vissuto parecchie vite. Forse troppe per non essere ancora una donna. Figlia di un appaltatore edilizio e di una maestra elementare, quindi lontani dai riflettori e sicuramente non pronti ad insegnare alla figlia come gestire il suo successo. Bella, dalla faccia che ispira dolcezza e pruriti erotici nello stesso tempo. Dalla voce esile, spesso inesistente. Non un talento né come cantante né come attrice né come ballerina.

Eppure ha venduto 88 milioni di copie in tutto il mondo. Consacrata dalla copertina del Rolling Stones e nominata dal giornale Forbes “celebrità più potente del mondo”. Scelta da Madonna come sua erede con un bacio saffico che fece il giro del mondo in pochi minuti. Poi il crollo. Una vita che si riempie di alcol e droghe. Matrimoni lampo, due figli che ancora aspettano una custodia legale. Un divorzio tramite sms. Poi le botte ai giornalisti, il taglio dei capelli, la depressione, i chili di troppo, l’accanimento mediatico che non la lascia neanche respirare.

E ancora il ritorno. Quello che i critici ritenevano impossibile invece è accaduto. Con una canzone fatta per lei, per la sua vocina che senza strumenti elettronici non potrebbe intonare una ninna nanna. Torna con tutta la responsabilità di dover fare centro altrimenti l’avrebbero divorata. Non è riuscita. Una performance non alla sua altezza. Guardandola le si legge in viso un imbarazzo che non dovrebbe appartenere all’erede di Madonna. Pare impacciata, consapevole che il mondo sta guardando il suo spettacolo già con pagine di inchiostro pronte a ferirla e castigarla di nuovo, senza tregua o senza compassione per una ragazza di 26 anni che ha conosciuto gli onori della gloria e la buia strada della depressione.

Solo in Italia i quotidiani hanno affilato la lama come se fosse da punire per ogni suo errore o successo. I titoli: l’Avvenire “La Spears fa flop”. Corriere “Nuovo flop (in bikini) di Britney”. Leggo “Britney tutta ciccia” e via scorrendo tutti i quotidiani. Riusciamo a perdonare l’evasione fiscale di personaggi made in italy, ma non perdoniamo pochi chili di troppo, per poi puntare il dito contro l’eccessivo stress sull’aspetto che la società impone alle ragazze di oggi.

Spezzo una lancia a favore di Britney Spears per i suoi 26 anni, per essere una pedina di uno star system che non ammette pause, silenzi, riflessioni. La spezzo per una ragazza che da quando aveva nove anni ha dovuto dimostrare di essere perfetta, la migliore, la prima. Non so se riuscirà ad esserlo di nuovo, ma non la voglio castigare prima di averle dato la sua seconda possibilità, quella che non si nega a nessuno, proprio a nessuno.

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