Olimpiadi Londra 2012 - Valentina Vezzali: dopo l'oro vuole una figlia!

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Ieri sera abbiamo visto Valentina Vezzali trionfare di nuovo nella finale del fioretto a squadre: senza quell'urlo le Olimpiadi di Londra avrebbero avuto un altro sapore, inutile negarlo. Ma occhio che potremmo salutarlo per un po', quell'urlo, perché la Vezzali vuole a tutti i costi essere in pedana a Rio 2016, a 42 anni, ma prima ha un obiettivo ancora più ambizioso: dare un fratellino o una sorellina al figlio Pietro, nato il 9 giugno 2005 dal matrimonio col calciatore Domenico Giugliano.

L'ha raccontato prima di partire a Donna Moderna, di cui oggi, anche per festeggiare la vittoria di ieri, rispolveriamo l'intervista sul futuro dopo Londra e i programmi di allargare la famiglia. E occhio: Valentina Vezzali sarà una mamma normalissima ma non accettate mai un suo invito a cena, lo dice lei!

«Pietro, mio figlio, avrà presto un fratellino. Se fosse una bambina si chiamerebbe Ginevra e sceglierebbe lei cosa fare nella vita, come è successo alla sua mamma. Di giorno, è vero, penso solo alle gare. Ma quando la sera vedo mio figlio che mi aspetta, mi abbraccia, mi bacia, sono una persona normalissima».

«In cucina sono un disastro. A mio marito volevo preparare il pollo arrosto. Ho cucinato alla perfezione, l’odorino era buono ma… avevo dimenticato di togliere le interiora. Ho buttato via tutto».

Non mancano le domande sui trascorsi televisivi della Vezzali: se la futura figlia Ginevra volesse fare la velina?

valentina vezzali oro a squadre fioretto

«Non è un mestiere terrificante. Significa saper ballare, intrattenere. Richiede intelligenza».

I due momenti più ricordati in tv della Vezzali sono l'infelice frase a Porta a Porta e la partecipazione a Ballando con le stelle, che le costò uno stop agonistico. Vi chiedete se se ne sia pentita?

«No, è stato utile. Sono uscita dal mondo chiuso dello sport, mi sono divertita e sono diventata più femminile: ho iniziato a curare un lato che, come atleta, trascuravo. Mi sento più bella e ho imparato a camminare sui tacchi».

Ma alla fine vince sempre la scherma...

«Ci sono mamme che stanno sempre con i figli e non sono felici. Io ho seguito il cuore, sono tornata in pedana e pochi mesi dopo ho vinto il quarto titolo mondiale. Mia mamma veniva agli allenamenti e ha inventato una specialità olimpica, i 400 metri con la carrozzina: attraversava il campo d’atletica e mi portava Pietro. Ero stanca ma soddisfatta: un bambino avverte se la mamma è felice».

Foto Via Outdoorblog

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