Ela Weber è una donna dalle mille risorse che, da buona tedesca disciplinata, crede nei piani B. Ospite di Diego Dalla Palma a Nessuno mi può giudicare, ha ricordato di aver avuto con la sorella una catena di ristoranti messicani in Baviera e un programma in tre nazioni, Austria, Germania e Italia, in cui insegnava la cucina italiana ai tedeschi. Inoltre, per qualche tempo, ha gestito un distributore di benzina con un autolavaggio a Modena.

Poi la rivelazione-scandalo che non ti aspetti:

“Tante donne mi hanno fatto la corte”.

L’ex Sellerona ci ha, però, tenuto a specificare che anni fa uscirono delle foto osé con effusioni tra donne e si era detto che lei fosse una delle due. Era tutto falso ed Ela ha vinto in tribunale contro un noto sito di gossip:

“Ho vinto una causa per diffamazione. Due donne erano in pose strane. Non ero io in quelle pose. Attento a quello che dici, Diego Dalla Palma, se no faccio causa anche a te”.

Poi ha aggiunto:

“Se io non faccio una cosa e qualcuno vuole guadagnare su un’immagine che non sono io, nonostante lui riteneva di essere un mio amico, nonostante io l’avessi chiamato per dirgli che aveva preso un granchio… arriva una lettera dall’avvocato e lui continua a dire che ero io… allora, signore, gliela do di santa ragione. Un giornalista deve controllare la fonte e chiedere il nome della modella”.

Insomma, per la Weber un conto è essere l’oggetto del desiderio femminile, un conto prestarsi a foto lesbo, cosa che non ha mai fatto:

“Non ho nessun problema, tante donne mi hanno fatto la corte. Però il discorso è molto diverso, non è tanto lo scandalo di queste foto. La cosa che il giornalista ha fatto è stata veramente sporca. Ha attirato l’attenzione su quello che lui scriveva intorno a queste cavolo di foto. E’ diventato volgare. Io non ho nessun pregiudizio sull’omosessualità, non è la foto ma sono le parole che offendono”.

Da qui all’accusa a certa deriva dello spettacolo il passo è breve:

“Ogni tanto è frustrante stare nel mondo dello spettacolo. Ci sono molti pregiudizi soprattutto sulle donne. Ci sono molti cliches”.

Oggi Ela confessa di avere “una paura fottuta della vecchiaia” e di non stimare certe sue colleghe, anche se non può fare nomi e cognomi:

“Non è giusto dire che sono tutte brave. Devi ammettere, a volte, che ci sono persone che non sanno fare questo lavoro. Ci sono persone che mi stanno antipatiche, ma se una persona arriva al successo del pubblico, non quello che tiene in vita una trasmissione se nessuno la guarda e nessuno sa il perché, c’è un merito”.

W la sincerità di Ela.

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