Dietro la comica Virginia Raffaele, ospite nella puntata del venerdì del Festival di Sanremo 2015, c’è tutto un mondo privato da scoprire. Parlando di sé al settimanale Oggi ha detto:

“Sono malinconica. Mi metto sempre in discussione, ogni tanto mi chiudo a riccio. Con lo svantaggio che se sono giù io, si vede subito”.

ubaldo pantani virginia raffaele

La miglior imitatrice di Belen ha vissuto un’infanzia molto particolare, essendo nata in una famiglia circense:

“Mi piaceva, il luna park era casa mia. Finite le addizioni caricavo i fucili. E, guardando mamma, imparavo a chiamare i clienti a giocare. Perché è tutta un’arte convincere qualcuno a venire al tuo stand. Mai essere insistenti, meglio educati. Se dicevo qualcosa di troppo la parola d’ordine era Samusa. E’ gergo, la lingua segreta dei giostrai, per dire ’stai zitta’. I giostrai la usano tra loro per non farsi capire dai contrasti, ovvero ‘quelli di fuori’, i clienti”.

Sua nonna, di origini abruzzesi, era un’acrobata cavallerizza e insieme ai suoi fratelli aveva il circo Preziotti. Poi negli anni ’50 i suoi nonni hanno fondato il luna park dell’Eur a Roma, dove la Raffaele è praticamente cresciuta:

“Mia nonna, che lavorava al circo, sapeva fare le parodie. Quando ero piccola, invece di Cappuccetto Rosso mi faceva le macchiette di Petrolini. Una diva vera: si chiamava Ornella, ma voleva che tutti la chiamassero col nome d’arte, Nelly. Mia mamma, che aveva con papà un luna park, è un’attrice nata. Quando ero piccola portava in tavola la pasta declamando, stile Gassman: ‘E ora… ecco le penne… al pomodoro…’, con tutte le pause. Dietro al bancone del tiro al bersaglio si vede gente di ogni tipo. Il politico, il galeotto, la coppietta clandestina’”.

E la vita sentimentale della Raffaele? La comica è ufficialmente fidanzata da due anni con il collega comico, conosciuto proprio a Quelli che il calcio, Ubaldo Pantani. Virginia ha commentato così il loro amore:

“Si ride, a casa di due comici. Ogni tanto capita di darsi consigli sui personaggi. Magari io gli suggerisco un tic, lui mi ricorda un gesto. Ma ognuno ha il suo modo e Ubaldo è bravissimo. A Ubaldo piace quando imito gli amici o la gente con cui lavoriamo. Io divento matta quando la sera mi fa Giletti: ‘Ma… ma quanto so’ bello, io?’”.

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