Impossibile non parlare di Venezia durante questi giorni di Festival. Gli appassionati di cinema ne parlano qui e quelli di moda qui.

Poi ci sono i fratelli di QueerBlog che stanno con gli occhi puntati sulla sezione gay e per l’occasione hanno un loro corrispondente che però non lesina pettegolezzi e gossip da dietro le quinte.

Allora con piacere ci facciamo raccontare qualcosa anche dal “nostro” punto di vista. Da leggere…

Ordunque stasera si parte! Tra i giornalisti va di moda il “tiro all’Ambra”: tutti (o quasi) hanno la madrina nel mirino e sono pronti a colpire a pallettoni incandescenti ad ogni gaffe che verrà dal palco all’apertura della kermesse. A me pare una forma di snobismo intellettuale, visto che Ambra viene etichettata come “televisiva”, quindi indegna (o quasi) di calcare il palco di un festival cinematografico.. Che poi di orrori da lì sopra se ne son sentiti talmente tanti.. per dire, ancora ricordo con raccapriccio quel che NON riuscì a combinare Alessandro Gassmann il primo anno che venni al festival, quando volle intervistare in inglese un premiato e non capì assolutamente nulla di quel che gli rispose. Dopo un lungo momento di imbarazzo totale, ammise “scusate, non ho capito niente!”. Anche quest’anno la scenografia al palazzo del cinema è curata da Dante Ferretti, già premio oscar, che dopo aver disseminato negli anni scorsi il Lido di orribili leoni di cartapesta, quest’anno per omaggio a “prova d’orchestra” di Fellini fuori dal palazzo del cinema ha fatto piazzare una grande sfera d’acciaio che squarcia un muro, proprio dove passa il tappeto rosso. Sarà impossibile non inquadrarla come sfondo quando le star sfileranno in passerella. Ai fotografi non piace. Beh, a loro (come del resto ai giornalisti) continua a non piacere nemmeno l’eccesso di zelo della security, che prima di ogni conferenza stampa fa vuotare la sala, ricontrolla che non ci siano pacchi sospetti e ispeziona tutte le borse all’ingresso prima dell’inizio della conferenza stampa successiva. L’effetto ingorgo (o fila alla posta, fate voi) è assicurato; per non parlare dei problemi che sicuramente ci saranno anche quest’anno coi bodyguard delle star che sbarcheranno al lido. Ogni anno a fine festival gira tra i giornalisti il bollettino dei feriti nelle zuffe tra gorilla & fotografi.. Il Direttore Artistico Marco Muller ed il Presidente della Biennale Davide Croff, dopo aver navigato spesso in acque molto agitate e con budget ridicoli tra governi di centrodestra e centrosinistra (hanno avuto come referenti al ministero dei beni culturali Urbani, Buttiglione e Rutelli; non li invidio..) sarebbero alla fine del loro mandato, ma tutti danno per certa per entrambi una riconferma almeno per il prossimo biennio. Muller stesso in conferenza stampa, quando gli è stato chiesto se esisteva un filo conduttore tra i film presentati, ha detto: “Se proprio dobbiamo trovare un filo rosso, è la guerra il tema portante. Mai come quest’anno la contemporaneità è rappresentata dalla guerra”. Vedremo.

Ringraziamo Fabio Nolli e QueerBlog per averci prestato il corrispondente. Non mancheremo di raccontarvi qualche altro pettegolezzo da sala stampa.

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