Stephen Collins ha un coraggio da leone. Travolto da pesantissime accuse di pedofilia, l’ex reverendo Camden di Settimo Cielo è convinto di essere ancora benvoluto dai fan della serie. Lo racconta ai microfoni dell’aggiornatissimo sito TMZ che pubblica il video della breve intervista all’attore. Subito dopo la foto del suo faccione, vi lasciamo alle dichiarazioni che ha rilasciato:

Ricevo ancora molti messaggi da persone che ogni giorno mi dicono quanto Settimo Cielo sia stato importante per loro. Sono felice che questa gioia non gli sia stata tolta per via delle cose che sono successe a me nell’ultimo periodo. Il supporto dei fan della serie e del cast, sono ancora in contatto con due di loro, è stato davvero sorprendente. Mi hanno davvero sostenuto. In questo senso, mi sento veramente fortunato!

Come se questo non bastasse, l’attore prosegue dicendo che gli piacerebbe molto tornare su un set in quel di Hollywood ma escludiamo che sia il cinema che la tv siano pronti a riaccoglierlo a braccia aperte.

Anche perché le accuse a suo carico sono davvero pesanti, per quanto ormai lontane nel tempo. Questa la sua confessione:

Quarant’anni fa ho fatto un qualcosa di terribilmente sbagliato che mi rammarica profondamente. Ho lavorato per espiare i miei peccati, da allora. Ho deciso di affrontare questi problemi pubblicamente perché due mesi fa varie agenzie di stampa hanno pubblicato una registrazione fatta dalla mia allora moglie, Faye Grant, durante una seduta di terapia matrimoniale riservata nel gennaio del 2012. Questa sessione è stato registrato senza che il terapeuta o il sottoscritto ne fossimo a conoscenza. Nella registrazione ho descritto gli eventi che hanno avuto luogo 20, 32 e 40 anni fa. La pubblicazione della registrazione ha portato a ipotesi e allusioni su ciò che ho fatto che vanno ben oltre ciò che è effettivamente accaduto. Per quanto difficile sia, io voglio che la gente sappia la verità. Non ho più avuto impulsi in tal senso negli ultimi 20 anni, sono stato tormentato dal fatto di dover chiedere direttamente scusa alle vittime. Ho avuto l’opportunità di farlo con una delle donne 15 anni dopo. Le ho chiesto scusa e lei è stata straordinariamente gentile. Ma dopo aver capito nel corso della terapia che il mio essere diretto su tali questioni poteva effettivamente peggiorare le cose alle stesse donne, aprendo vecchie ferite, non ho affrontato le altre due, una delle quali ha 50 anni, l’altra circa 30.

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