Pino Daniele, il fratello Nello: "Non voleva essere celebrato. Sentiva l'amore della gente tutti i giorni"

Pino Daniele si poteva salvare per il fratello Nello

Sul numero di Chi in edicola mercoledì 14 gennaio, Nello Daniele, fratello del musicista scomparso lo scorso 4 gennaio ha espresso il proprio pensiero sulle dinamiche della morte. Quella sera Pino, già sofferente di problemi cardiaci, si è sentito male presso la sua casa di Orbetello in Toscana, mentre era con la compagna Amanda Bonini, ed è stato accompagnato in macchina fino a Roma per farsi visitare dal suo cardiologo di fiducia, Achille Gaspardone:

Pino Daniele si poteva salvare e vedo troppo sciacallaggio intorno alla sua morte. Il suo cardiologo se ne è uscito fuori dicendo che Pino, quando si è sentito male, lo ha chiamato per dirgli che voleva andare a Roma a farsi vedere da lui. Ma erano 160 chilometri di distanza da percorrere in macchina in quelle condizioni. Penso che il dottore avrebbe dovuto dirgli: “Non ti muovere da lì, me la faccio io tutta quella strada”. Quel viaggio gli andava evitato, era un rischio ulteriore. Non voglio che ora il dottore faccia il “cardiologo” sui giornali, perché per me ha sbagliato. A uno che si sente male e soffre di cuore non puoi dirgli “vieni a Roma”, gli dici “vengo io da te”, anche contro la sua volontà.

pino daniele

Nello parla anche dei dubbi che la moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabbarrasi, ha manifestato circa i soccorsi prestati dalla compagna del musicista, Amanda Bonini, che era con lui la sera della morte:

Ragazzi, Fabiola è la moglie di Pino, Amanda era la sua compagna da un anno, mi risulta. Fabiola è mamma di 3 figli e moglie da 23 anni, se ha dei dubbi ha il diritto di andare fino in fondo, anche noi fratelli vogliamo sapere la verità. Non accuso Amanda, ma non mi stupisco di Fabiola (...) Noi stiamo dalla parte della famiglia di Pino, cioè le due mogli e i cinque figli, loro sono una parte fondamentale della vita di mio fratello. Ho rispetto per Amanda, ma non possiamo paragonare un anno con i 23 anni passati con Fabiola e i 20 con Dorina (la prima moglie, ndr), non scherziamo.

Nello riflette anche delle divergenze che ci sono state in famiglia sul luogo del funerale di Pino: chi lo voleva a Roma, chi a Napoli, alla fine si è fatto in entrambe le città:

Pino non voleva essere celebrato, per questo non penso che avrebbe apprezzato i funerali. Sentiva l’amore della gente tutti i giorni, forse questa volta avrebbe detto: “Guaglio’, portatemi una pizza che poi vado a riposare”. (...) Ma non potevamo togliere alla nostra città la possibilità di salutarlo, anche se lui aveva già detto addio a Napoli pochi giorni fa con un concerto, ed era il modo che avrebbe preferito per congedarsi da chi lo ha amato.
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