Pino Daniele: ceneri esposte a Napoli, poi sepoltura in Maremma. E la moglie 'caccia di casa' la compagna

Pino Daniele non lascia Napoli: dopo la cremazioni, ceneri esposte per 10 giorni al Maschio Angioino. La moglie Fabiola, intanto, sarebbe intenzionata a riprendere possesso della villa in Maremma.

Pino Daniele è stato cremato e le sue ceneri sono state consegnate alla famiglia: l'urna sarà esposta al Maschio Angioino per una decina di giorni a partire da lunedì 12 gennaio, quando la sala dei Baroni sarà aperta dalle 12.00. Nei giorni successivi l'ingresso sarà consentito dalle 9 alle 18. Poi le ceneri saranno trasferite in Toscana e inumate a Magliano

"come da precisa volontà testamentaria di Pino Daniele"

si legge in una nota ufficiale diffusa dall'ufficio stampa del cantante.

Ma mentre Napoli si prepara a salutare il cantante ancora una volta dopo il flash mob e i funerali in Piazza del Plebiscito, sembra procedere serrata la 'lotta' tra la moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabbarrasi (che vediamo nel video di apertura), e l'ultima compagna del cantante, Amanda Bonini, da quasi due anni al suo fianco.

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Stando a quanto pubblica Il Mattino, la Sciabbarrasi avrebbe chiesto ai suoi avvocati di procedere perché la Bonini lasci la villa a Magliano, in Toscana. Il quotidiano napoletano dà la richiesta come certa, specificando che la proprietà della villa in Maremma è divisa al 50& tra Pino Daniele e la moglie, da cui non si era mai legalmente separato dopo 22 anni di matrimonio e nonostante i quasi due anni di relazione con la Bonini. Proprio Amanda Bonini, che viveva col cantante nel buen ritiro maremmano, si è ritrovata a scoprire il misterioso furto che ha visto sparire di casa due chitarre e appena 500 euro.

 


 

Non solo. Intervistata da La Repubblica, la consulente di parte di Fabiola Scabbarrasi, la prof.ssa Luisa Reggimenti, sembra aprire la strada alla possibilità che con un intervento tempestivo il cantante sarebbe ancora vivo, visti gli esiti dell'autopsia che ha parlato di 'morte per insufficienza cardiaca'.

"Diciamo così: se questo è l'esito dell'autopsia su un uomo, significa che non è morto per colpa di un infarto fulminante massivo. Sono termini che per noi medici, e che per eventuali ricadute giuridiche, significa qualcosa. Ecco. Caso di Pino Daniele a parte, a noi sembra che in casi generali di quella sofferenza e, ripeto non di attacchi fulminanti che prendono tutto il cuore, si può e si deve intervenire. E da medico, come chiunque medico, so che nelle primissime ore ci sono possibilità di salvezza"

ha detto la professoressa che segue le perizie sul caso Daniele. D'altro canto il cardiologo di fiducia di Pino Daniele, il prof Gaspardone, sentito sempre da Il Mattino, ricorda di essere stato il primo a suggerirgli di chiamare subito un'ambulanza:

"Mi ha risposto che si fidava solo di Gaspardone, cosa potevo dirgli? È stata una scelta del paziente quella di venire al Sant’Eugenio".

Tra il lungo addio e l'inchiesta per omicidio colposo la pace per Pino Daniele sembra ancora molto lontana. E manca ancora la lettura del testamento...

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