Francesco Facchinetti e la paternità: dormo 4 ore a notte e ci penso due volte prima di fare pazzie

'La verità è che io amo il lavoro, sono uno stakanovista, lavorare è nel mio Dna'. Parla Francesco Facchinetti

Novità di stagione a The Voice 3 al fianco del padre Roby, Francesco Facchinetti ha scritto un'altra pagina della propria vita di coppia in questi ultimi mesi. Prima la nascita del piccolo Leone e poi le nozze con la modella brasiliana Wilma Helena Faissol, per un 2015 che lo vedrà tornare in tv due anni dopo il flop di Rai Boh. Intervistato dal settimanale Visto, l'ex di Alessia Marcuzzi, oggi 34enne, ha così 'pennellato' i tratti della paternità. Tra gioie e fatiche.


'Adesso dormo 4 ore a notte e cerco di fare tutto nei limiti: prima di avere un figlio correvo in moto come un pazzo, ora non lo faccio più. Prima andavo dove capitava, ora ci penso su due volte'.

francesco facchinetti

Insomma un Francesco finalmente 'maturato', anche se in realtà già padre nel 2011 di Mia, primogenita avuta con la Marcuzzi. E allora cos'è cambiato tra la prima e la seconda esperienza?


'Assolutamente niente. Credevo anch'io di arrivare già preparato all'evento, visto che era la seconda volta, invece mi sono emozionato e ho rischiato di svenire proprio come quando è nata Mia. Una nuova vita porta sempre emozioni'.

Anche se padre a tempo pieno, Facchinetti riesce comunque a gestire i propri impegni, tra radio, il ritorno televisivo, social sempre super aggiornati, progetti imprenditoriali, polemiche con 'colleghi' (vedi Fedez) e quant'altro. Il segreto?


'La verità è che io amo il lavoro, sono uno stakanovista, lavorare è nel mio Dna. Ho iniziato in discoteca con quattro amici a 15 anni, quando mio padre non voleva regalarmi il motorino. Con i soldi ricavati, in due anni, abbiamo comprato un monolocale. Da allora ho capito che ogni cosa va conquistata e, quando incontro gente come me che fa del lavoro una passione, non posso fare a meno di stringere una collaborazione. E' quello che è successo con Davide Erba, l'imprenditore a capo della Stonex: insieme abbiamo deciso di creare una community di giovani amanti della tecnologia. Il più meritevole potrà farsi strada all'interno dell'azienza. Insomma è una sorta di X-Factor hi-tech'.

Una 'discesa in campo' di tipo imprenditoriale pensata anche in previsione futura, per lasciar qualcosa ai figli:


'Faccio tutto per loro. Avrei potuto raccontare le bellezze italiane da Los Angeles, Londra o Berlino, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Ho deciso di farli nascere in questo Paese e ho un debito morale nei loro confronti, perché al grande potere di dare la vita ai figli corrisponde la responsabilità di farli stare bene. Voglio provare a cambiare qualcosa qui in Italia per consegnare ai miei bambini un Paese migliore'.

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