Shia LaBeouf: "Sono stato violentato"

"Mi ha frustato le gambe per dieci minuti", rivela l'attore di Nymphomaniac.

Shia LaBeouf, tra i protagonisti di Nynphomaniac, l'ultimo controverso film di Lars Von Trier, ha raccontato un episodio piuttosto inquietante di cui sarebbe stato vittima nel febbraio scorso. In un'intervista al sito Dazed Digital, l'attore rivela di essere stato violentato da una donna. Davanti a "centinaia di persone", pure.

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Subito dopo l'uscita al cinema del film di Von Trier, LaBeouf aveva pensato bene di regalare ai propri fan e non solo una performance artistica all'interno della Cohen Gallery di Los Angels: il suo progetto creativo si chiamava #IAMSORRY e prevedeva che un gruppo di persone lo raggiungessero in una sala del museo con un oggetto a loro scelta (tra quelli proposti all'ingresso). L'attore, in tutto questo, se ne sarebbe stato con un sacchetto sulla testa, come sul red carpet della Mostra del Cinema di Berlino. È tutto piuttosto confuso ma, fidatevi, il racconto di Shia lo sarà ancora di più:

Una donna che era lì col fidanzato, rimasto fuori dalla stanza quando è successo quello che sto per raccontarvi, mi frustò le gambe per dieci minuti, poi mi spogliò e mi violentò.

Ma al peggio non c'è mai fine: indovinate un po' chi c'era in fila in attesa di entrare nella stanza per fargli una sopresa? Esatto, la sua fidanzata:

C'erano centinaia di persone in fila quando uscì dalla stanza con i capelli spettinati e il rossetto sbavato. Non è stata una bella cosa, non solo per me ma anche per il suo fidanzato lì fuori dalla porta. In più la mia ragazza (Mia Goth, ndr) era anche lei in fila per vedermi perché era il giorno di San Valentino e io avevo deciso di vivere nel Museo per tutta la durata dell'evento. Erano cinque giorni che non ci vedevamo né ci sentivamo. Quindi questo episodio l'ha davvero ferita. Quando è entrata nella stanza mi ha chiesto di darle una spiegazione ma io non riuscivo a parlare: ci siamo entrambi seduti per terra rimanendo in silenzio ad elaborare questo trauma. È stato doloroso.

Una storia vera o il più classico dei "Cara, non è come sembra!"?

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